Jeff Hwang: ‘Scusi, Mr. Poker Online. Nessuno si cura di lei’

Il poker online, lo sappiamo, non sta vivendo uno dei suoi momenti più felici e più rosei. Tutto è iniziato con il famoso Black Friday del 2011 e da allora il poker online è rimasto solo, senza nessuno che si prendesse cura di lui.

Il poker online, lo sappiamo, non sta vivendo uno dei suoi momenti più felici e più rosei. Tutto è iniziato con il famoso Black Friday del 2011 e da allora il poker online è rimasto solo, senza nessuno che si prendesse cura di lui.

 

Il 22 ottobre, sul sito fool.com, è uscito un articolo di Jeff Hwang. Hwang è uno dei giocatori di poker più rispettati ed è soprattutto un idolo per tutti gli appassionati di Pot Limit Omaha. La sua opera in tre volumi, “Advanced Pot-Limit Omaha”, è una pietra miliare per tutti gli appassionati del genere ed è considerata fra i 10 libri più importanti della storia del poker.

 

Sorry, Mr. Poker Online. Nobody cares about you” (“Scusi, Mr. Poker Online. Nessuno si cura di lei”) è il titolo dell'articolo scritto da Hwang, nel quale analizza la situazione attuale del poker online, con particolare riferimento al caso degli Stati Uniti.

 

Ecco quali sono i mali, in questo momento, del poker online secondo Jeff Hwang:

  • Monopolizzazione del mercato del poker, infatti PokerSrtars, con l'acquisizione di Full Tilt Poker, arriverà a possedere il 70% del mercato del poker online. Tutte le altre room, arrivano a malapena al 6% delle quote di mercato.
  • Spese di marketing elevate, a cui vanno aggiunte le spese per i giocatori (traducibili in: bonus, promozioni, rakeback e vip system).
  • Paesi come Italia, Francia e Spagna hanno abbandonato il mercato .com e creato mercati a cui non possono accedere i giocatori altre nazionalità. Questa operazione non ha fatto altro che togliere liquidità e rendere i mercati meno attraenti.
  • Le tasse sul poker online si fanno ogni giorno sempre più pesanti.
  • I 180 milioni di dollari ancora congelati sui conti di Full Tilt Poker, denaro che è stato sottratto al mercato.

Hwang crede che per rilanciare il mercato del Poker Online negli Stati Uniti, sia necessaria una regolamentazione federale coerente: creerebbe un mercato con più liquidità e più attrattivo per i giocatori; eviterebbe che agli stati più conservatori come lo Utah di proibire il gioco e farebbe in modo che le aziende del settore possano offrire i loro prodotti a tutti i cittadini degli Stati Uniti.

 

Come abbiamo potuto notare, Jeff Hwang, inserisce l'Italia (ma in generale gli stati che hanno creato un mercato chiuso) come esempio di regolamentazione dannosa per il poker online. Torna in auge, con l'articolo di Jeff Hwang, quello che ripetiamo da molto tempo: serve un mercato condiviso fra gli stati.

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