Black Friday, 2 anni dopo: i poker player americani sono peggiorati?

Sono passati due anni dall'evento che ha cambiato la storia recente del poker online nel mercato più grosso del mondo, gli Usa. Gli effetti a breve termine sono stati devastanti, ma anche quelli a lungo termine non sono da sottovalutare.

Sono passati due anni dall'evento che ha cambiato la storia recente del poker online nel mercato più grosso del mondo, gli Usa. Gli effetti a breve termine sono stati devastanti, ma anche quelli a lungo termine non sono da sottovalutare.

 

Del Black Friday si è parlato tanto, e giustamente a lungo. Gli effetti, devastanti, hanno continuato a ripercuotersi per mesi, tanto per le poker room online coinvolte quanto soprattutto per i milioni di appassionati e le migliaia di professionisti che, da un giorno all'altro, hanno visto scomparire da una parte il proprio passatempo preferito, dall'altra il proprio lavoro. Oggi non vogliamo ripetere i discorsi fatti a suo tempo, ma dare uno sguardo a come il Black Friday può aver influito nel lungo periodo sul movimento del poker stesso.

Per farlo occorre tornare a un paio d'anni fa, quando il poker online era all'apice della propria popolarità, negli Stati Uniti e anche nel resto del mondo. L'influenza della cosiddetta 'nuova scuola' di giovani portati ad analizzare a livello matematico ogni situazione aveva costretto tanti veterani a doversi rimettere a studiare. Allo stesso modo, l'ondata di 'smanettoni' che avevano fatto una fortuna online, e che cominciavano ad affollare anche la scena live, ha dovuto in qualche modo imparare a capire le dinamiche degli eventi dal vivo, dove il contatto diretto con gli altri giocatori ha sempre la sua importanza.I giocatori americani sono peggiorati?

Insomma, il poker online aveva contribuito alla crescita generale dei giocatori, da una parte e dall'altra. I vari Daniel Negreanu e Phil Hellmuth hanno dovuto imparare che le loro capacità di lettura post-flop potevano ben poco contro l'esercito dei Jason Mercier e dei Tom Dwan, abituati a mettere pressione già da prima del flop. Viceversa, i giovanotti si sono resi conto che a volte l'aggressività non è tutto, e che una buona lettura può fare la differenza. Si era stabilito un mutuo scambio di skill che andava a migliorare la qualità media del giocatore americano.

E oggi? Non che improvvisamente gli statunitensi siano diventati scarsi, per carità. Ma che siano peggiorati, forse quello sì. Sempre più spesso lì si vede chiamare da fuori posizione, inseguire progetti senza le giuste odds, difendere con troppo accanimento i propri bui e via dicendo. Errori, questi, che proprio gli americani imputavano per esempio a noi italiani, la cui etichetta di 'donk' fa ancora fatica a staccarsi.

C'è stato probabilmente una sorta di livellamento verso il basso. Oggi il pro americano, salvo qualche eccezione, se vuole continuare a lavorare deve dedicarsi principalmente al live, dove – specialmente nei tornei multi-tavolo – si trovano molti player qualitativamente non eccelsi. Anche perché le nuove leve, che un tempo nascevano e prosperavano sulle poker room online, oggi non hanno più la possibilità di contribuire al miglioramento generale della qualità del gioco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non perderti le ultime notizie da Poker Italia Web
© 2026 Il presente sito web pokeritaliaweb.org è di proprietà di «BETANDEAL S.L.», con sede legale in 49028 Zamora (Spagna), Calle Puentico, 9, P. IVA ESB49294242. La gestione e l’operatività del sito sono affidate a «GLOBAL GAMING MARKETING SERVICES S.L.», con sede legale in 51001 Ceuta (Spagna), Calle Camoens 4, ufficio 9, P. IVA ES51040673.