Il poker nel mirino della politica italiana!

Mancano meno di quarantotto ore alle elezioni politiche nel nostro paese e il caos che regna è davvero molto, troppo. Scandali dell’ultim’ora, promesse elettorali, grida e insulti sono un ottimo diversivo per non parlare dei veri problemi degli italiani.

Mancano meno di quarantotto ore alle elezioni politiche nel nostro paese e il caos che regna è davvero molto, troppo. Scandali dell’ultim’ora, promesse elettorali, grida e insulti sono un ottimo diversivo per non parlare dei veri problemi degli italiani.

 

Il gioco d’azzardo sente la crisi, forse più delle altre attività italiane (lungi da me l’idea che il gioco d’azzardo sia più importante di altre attività, anzi, ma rimane comunque il fatto che è una fonte di reddito sia per lo stato sia per molte famiglie italiane): le 4 sale da gioco italiane (a Campione d’Italia, a Saint Vincent, a Venezia e a Sanremo) sono in costante perdita, tant’è che per la sala della laguna si era prospettata una vendita agli americani; i siti di poker online si sono svuotati; i giocatori di poker sono sempre meno e chi più ne ha, più ne metta.

 

Già da qualche mese, il gioco d’azzardo è nel mirino della politica (il riferimento va alle parole di dell’attuale sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che, durante il confronto televisivo con Bersani, ha detto che dal gioco avrebbe ricavato qualcosa come 20 miliardi di euro). Ovviamente il riferimento era a tutti i giochi, non solo al poker.

 

Quello che non si capisce è l’accanimento che c’è nei confronti del gioco d’azzardo, infatti pare che sia uno dei mali da estirpare dal nostro paese, ancora prima della corruzione e dell’evasione fiscale. Quello che i politici non dicono è che dietro al gioco ci sono migliaia di persone che lavorano, gente onesta, non malavitosi come spesso si tende a pensare.

 

Che cosa succederebbe se il piano di Renzi, anche se non il solo a volerlo, fosse realizzato? C’è solo uno scenario possibile, ovvero quello del collasso totale del gioco online e non in Italia, perché le persone smetterebbero di giocare e si trasferirebbero sui siti .com dove la tassazione è molto minore. Questo significa solo una cosa: ditte del gioco chiuse e dipendenti a casa.

 

E pensare che con la regolamentazione del poker live in Italia, si potrebbero aumentare i posti di lavoro e gli introiti per lo stato sarebbero maggiori. Ma rimane sempre un fatto: che il gioco del poker in Italia non è visto bene e i politici, come ben sappiamo, ci tengono a fare “carriera”.

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