Con la prima, parziale riapertura al poker online, gli Stati Uniti hanno gettato le fondamenta del mercato virtuale. Una mossa, questa, che avrà sicuramente delle conseguenze a medio-lungo termine, anche al di là dei propri confini.

Con la prima, parziale riapertura al poker online, gli Stati Uniti hanno gettato le fondamenta del mercato virtuale. Una mossa, questa, che avrà sicuramente delle conseguenze a medio-lungo termine, anche al di là dei propri confini.

 

Il poker online, in America, è come un bambino che sta compiendo i suoi primi passi: incerto, dall’equilibrio precario e soggetto a cadute. Ma come ogni bambino, prima o poi anche lui crescerà e sarà in grado non solo di camminare, ma anche di correre. D’altra parte, chi meglio degli americani sa cosa significa, in termini economici, un mercato potenzialmente ricchissimo come quello del poker online? Le conseguenze di questa rinascita, tuttavia, potrebbero interessare non solo gli abitanti degli Stati Uniti.

Ma partiamo proprio dagli USA. Come abbiamo visto nelle scorse settimane, già diversi stati hanno riaperto le porte al poker online, o stanno per farlo, seppure con dei limiti ancora piuttosto grossi (si potrà giocare solo tra residenti, o al massimo tra stati vicini). Eppure l’effetto-domino è già cominciato. In Texas, ad esempio, è stata recentemente presentata una legge per aprire al poker live nei club, cosa impensabile soltanto fino a pochi mesi fa, per uno stato che possiede un solo casinò.

Non è mistero che l’obiettivo finale sia quello di arrivare a un punto molto simile a quello precedente al Black Friday, quando il mercato americano del poker online era di gran lunga il più grosso al mondo. Probabilmente per arrivare a una situazione del genere dovranno passare degli anni, e magari non sarà più possibile toccare le vette di un tempo. Però…

Però gli Stati Uniti sono la patria del Texas Hold’em. Sono il paese dal quale tutto è partito, decine di anni fa. Il paese che ha fatto conoscere il gioco del poker al resto del mondo. Il paese delle World Series of Poker e del World Poker Tour, e delle trasmissioni storiche come il Poker After Dark e High Stakes Poker. Il paese, l’unico, che può caricarsi sulle spalle un nuovo periodo d’oro del poker. Perché se gli americani tornano prepotentemente a tenere in mano le redini del poker (online e non solo), l’effetto-domino che per il momento è circoscritto ai confini del paese, inevitabilmente, comincerà a farsi sentire anche oltreoceano.

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