Poker online: dividere gli squali dai fish è una soluzione?

Revolution Gaming Network ha reso noto che svilupperà un nuovo sistema, capace di dividere i giocatori di poker online in base al livello di abilità. Analizziamone i pro e i contro e l'eventuale fattibilità nel mercato italiano.

Revolution Gaming Network ha reso noto che svilupperà un nuovo sistema, capace di dividere i giocatori di poker online in base al livello di abilità. Analizziamone i pro e i contro e l'eventuale fattibilità nel mercato italiano.

 

Alcuni giorni fa, la Revolution Gaming Network (il cui software è utilizzato da alcune importanti poker room .com) ha annunciato la futura implementazione di un nuovo sistema, chiamato Fair Play Technology. In pratica, i giocatori di poker online saranno suddivisi in categorie basate sulle proprie abilità, di modo che per alcuni player sia impossibile sedersi allo stesso tavolo con altri determinati player.

Per il momento, l'azienda non ha divulgato ulteriori notizie e non c'è modo di conoscere i criteri con i quali i giocatori verranno suddivisi. Si sa soltanto che questo nuovo sistema nasconderà alcuni tavoli nella lobby dei giocatori più esperti, per proteggere i nuovi e gli inesperti, o semplicemente quelli più scarsi. La novità è senza dubbio interessante, ma come spesso succede ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi.Squali e fish in due 'acquari' diversi?

Di primo acchito, il giocatore – diciamo così – meno bravo può avere la sensazione di sentirsi tutelato. Evitare di giocare contro squali navigati significa diminuire drasticamente le probabilità di terminare la sessione di gioco con una perdita. Sfidare player dalle abilità equivalenti permette di giocare in maniera più tranquilla, sicuramente, e di dare un taglio netto all'eventuale varianza negativa. Inoltre, sicuramente questa misura di prevenzione impedisce che molti giocatori neofiti si avvicinino al poker online, perdano tutto (o quasi tutto) sin dall'inizio, e decidano di smettere definitivamente.

Messa così potrebbe sembrare la soluzione ideale per aumentare il bacino d'utenza, o quantomeno ridurre il più possibile quello che potremmo definire l'effetto drop-out (cioè, appunto, quei giocatori che abbandonano il poker online per svariati motivi). Ma il rovescio della medaglia ha effetti a medio-lungo termine che potrebbero annullare gli eventuali effetti positivi a breve termine.

Non tanto per quanto riguarda i giocatori più bravi, che tutt'al più potrebbero vedere diminuire (di quanto, è difficile stabilirlo) il loro profit. Ma anche e soprattutto per gli stessi giocatori neofiti e per il movimento del poker online in generale. I primi non avrebbero modo di migliorare, imparando dai giocatori più bravi, prolungando più del dovuto la loro permanenza ai livelli più bassi, o comunque venendo catapultati dal nulla in tavoli più difficili, senza l'adeguata esperienza nell'affrontare avversari di un certo tipo. E il livello medio di qualità di gioco, inoltre, rischierebbe di abbassarsi pericolosamente.

Qualora l'idea della Revolution Gaming Network dovesse risultare vincente, in ogni caso, difficilmente la vedremmo applicata in mercati ristretti come quello in Italia. Il bacino d'utenza è già abbastanza ristretto così, e francamente non esiste la necessità di auto-ridurlo impedendo con questa specie di segregazione virtuale.

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