Per poter dare vita a una startup di successo occorrono una serie di abilità che sono anche fondamentali nel mondo del poker. Non a caso, alcuni degli startupper più famosi al mondo sono, o sono stati, anche ottimi giocatori.
Per poter dare vita a una startup di successo occorrono una serie di abilità che sono anche fondamentali nel mondo del poker. Non a caso, alcuni degli startupper più famosi al mondo sono, o sono stati, anche ottimi giocatori.
Per poter dare vita a una startup di successo occorrono una serie di abilità che sono anche fondamentali nel mondo del poker. Non a caso, alcuni degli startupper più famosi al mondo sono, o sono stati, anche ottimi giocatori.
Al giorno d'oggi si fa un gran parlare delle startup, società innovative solitamente aperte da poche persone, con uno sforzo economico abbastanza contenuto, e che si rivolgono prettamente al mercato delle nuove tecnologie. Secondo molti, le startup sono addirittura il punto di partenza per dare nuovo impulso all'economia italiana, ormai stagnante. Ma come mai parliamo di startup qui, dove il poker è di casa?
Perché a quanto pare c'è un parallelismo molto evidente tra questi due mondi, apparentemente così distanti tra loro. Tra gli startupper di successo, infatti, molti hanno un passato (o un presente) che ha a che fare con il poker. Mike Kwon di Hypejar o Chamat Palihaitiya di The Social+Capital Partnership, tanto per fare solo due esempi, sono prima di tutto ottimi giocatori di poker, soprattutto cash game sia live che online.
Questo perché, secondo gli stessi protagonisti, per avviare e gestire una startup servono delle abilità che sono fondamentali anche per essere giocatori di poker di successo. D'altra parte, lo aveva già intuito Dusty 'Leatherass' Schmidt, con il suo Treat Your Poker Like a Business (Poker Business nella versione italiana), eccellente volume nel quale spiegava come aveva applicato, nel poker, gli stessi concetti che avevano salvato l'azienda di famiglia. Ecco i tre più importanti:
1 – Controllo emotivo
Sia quando si avvia (e poi si gestisce) una startup, sia quando si ha a che fare col poker a livello professionistico, a livello emotivo è come salire sulle montagne russe: a volte si sale velocemente, a volte si scende vertiginosamente. Eliminare il più possibile l'emotività dal processo decisionale, e rimanere lucidi tanto nei periodi buoni quanto in quelli meno buoni, nel lungo periodo è una qualità fondamentale.
2 – Analizzare il rapporto rischio/ricompensa
Il poker e le startup sono simili, a livello abbastanza intuitivo, per il fatto che si mettono a repentaglio i propri soldi, si investe il proprio tempo e il proprio talento, attendendosi un ritorno economico. L'abilità di stabilire se le ricompense potenziali valgono i rischi è un'abilità importantissima che spesso fa la differenza.
3 – Conoscere l'ambiente
Così come è importante conoscere il business nel quale è immersa la propria startup, per un giocatore di poker professionista conoscere i suoi avversari, e il loro stato emotivo, è un elemento chiave quando si tratta di prendere delle decisioni.