C'era una volta il boom dei tornei di poker live, che ogni anno battevano se stessi. Un andamento parabolico, che ha sfruttato al massimo l'esposizione mediatica al suo culmine, e che ora ha intrapreso una curva discendente.
C'era una volta il boom dei tornei di poker live, che ogni anno battevano se stessi. Un andamento parabolico, che ha sfruttato al massimo l'esposizione mediatica al suo culmine, e che ora ha intrapreso una curva discendente.
C'era una volta il boom dei tornei di poker live, che ogni anno battevano se stessi. Un andamento parabolico, che ha sfruttato al massimo l'esposizione mediatica al suo culmine, e che ora ha intrapreso una curva discendente.
Il dato relativo agli ingressi dell'ultimo EPT Grand Final di Monte Carlo, che si sta svolgendo in questi giorni a chiusura della nona stagione dello European Poker Tour, ci offrono lo spunto ideale per parlare della situazione del poker live a livello globale. L'EPT è il circuito più importante del Vecchio Continente ed è dunque un'ottima cartina al tornasole da poter utilizzare.
Il primo punto della parabola del poker live, per così dire, possiamo fissarlo nel 2005, quando alla prima edizione dell'EPT Grand Final (16-20 marzo 2005), vinta dall'olandese Rob Hollink, parteciparono 211 giocatori. La curva comincia già a salire dall'edizione successiva, quella del 2006 (7-11 marzo, vittoria di Jeff Williams), quando il numero dei partecipanti lievita sensibilmente, fino a 298.
Ma il vero boom avviene con la terza stagione: a darsi battaglia a Monte Carlo, dal 28 marzo al 2 aprile 2007, si ritrovano la bellezza di 706 giocatori, molto più del doppio rispetto all'anno prima. In quell'occasione vinse l'americano Gavin Griffin, che si portò a casa oltre 1,8 milioni di euro: fu la prima volta che in una tappa dell'EPT il primo premio superò il milione di euro. Ma non siamo ancora all'apice: nel 2008 (12-17 aprile, vittoria del canadese Glen Chorny) si toccano gli 842 ingerssi, che diventano 935 nel 2009 (28 aprile-2 maggio, tappa vinta dall'olandese Pieter de Korver).
La parabola comincia a scendere dall'anno successivo, nel 2010, quando il libanese Nicholas Chouity si aggiudica l'EPT Grand Final di Monte Carlo (25-30 aprile) portandosi a casa 1,7 milioni di euro: è la prima volta che il numero dei partecipanti cala, assestandosi sugli 848 ingressi, come di conseguenza diminuisce la prima moneta messa in palio. Nel 2011, l'EPT Grand Final si tiene a Madrid (7-12 maggio) e se non è un fallimento ci siamo molto vicini: 686 partecipanti, quasi 200 meno dell'anno prima, con 1,5 milioni che finiscono nelle tasche di Ivan Freitez. Il resto è storia piuttosto recente, con i 665 giocatori del 2012 (25-30 aprile, Moshin Charania per 1,3 milioni di euro) e i 531 di quest'anno, mai così male dal 2006 a questa parte.
Certo, i grandi giocatori continuano a prendere d'assalto questi eventi, i quali però non riescono più a raggiungere le cifre degli anni d'oro del poker live, che possiamo dunque indicare con il triennio 2007-2010. Sicuramente le difficoltà incontrate dal mercato americano (il più grosso al mondo) del poker online nel 2011, con l'ormai celeberrimo Black Friday, hanno contribuito fortemente a questo calo, che però come abbiamo avuto modo di vedere ha coinvolto anche l'Europa e l'Italia. Probabilmente, per assistere a una nuova esplosione del fenomeno-poker dovremo attendere proprio la definitiva riapertura del poker online negli USA.