Dopo tanti anni di assoluto immobilismo, qualche cosa inizia a cambiare nel panorama del poker cash online in Italia, con la sala leader degli ultimi anni che inizia a perdere quote di mercato a favore degli altri poker network. Potrebbe essere un segnale positivo per il cash game?
Anche il mese di febbraio 2016 si è chiuso in maniera negativa per il poker cash game, che da oltre 3 anni mese dopo mese, continua nella sua inesorabile discesa che ha portato la specialità cash ad essere superata per la prima volta dalla variante a torneo. Sono tante le ragioni che hanno “affossato” il poker cash game online in Italia, dal problema della liquidità nazionale, passando alla scomparsa dei “fish”, dalle scuole di poker, alla politica di molte sale che non hanno più investito in questo gioco preferendo puntare su altri prodotti (scommesse online e casinò online) dove non esiste una vera società monopolista come nel poker online.
Ma leggendo attentamente i dati di febbario si nota come Pokerstars, piano piano nel poker cash game inizi a perdere consistenti quote di mercato (-10%) in due mesi a favore della concorrenza e questo potrebbe essere un “segnale” favorevole per tutto il movimento italiano, perchè come sappiamo ed abbiamo visto in questi anni un monopolio “di fatto” non fa bene a questo gioco, non attira investimenti e sopratutto non sprona la poker room leader ad investire nel mercato italiano.
Certo la quota di Pokerstars nel segmento poker cash rimane ancora molto alta con quasi il 49%, ma in calo di oltre il 10% rispetto a qualche mese addietro e questo calo è dovuto principalmente al cambio di vip system adottato dalla room della picca che non è stato accolto in maniera favorevole dai “grinder” e dalla nuova politica della sala che è improntata più al lancio di nuovi giochi che al rafforzamento del brand poker sopratutto in Italia.
Ad approfittare maggiormente della quota in calo di Pokerstars è stato il poker newtork People’s poker, che infatti registra le migliori performance degli ultimi anni nel poker cash game e ha aumentato significativamente il numero di giocatori presenti nelle sale collegate al gruppo Microgame, con una politica di rakeback molto aggressiva (vedi Monkeybet che ha una rakeback del 45%) e questo inizia ad attitare molti giocatori in “fuga” da Pokerstars.
Non ci resta ora che aspettare l’apertura del mercato del poker online ad una liquidità condivisa europea per il rilancio del poker cash game in Italia e sopratutto nuovi investimenti da parte dei poker network italiani per rinvigorire l’interesse per questo splendido gioco che negli ultimi anni ha lasciato il passo a nuovi giochi più remunerativi per i concessionari italiani.
Sono uno dei fondatori di Poker Italia Web, la voce libera del gioco. Sono nel settore dei giochi dal 2009 e oltre al poker sono appassionato di scommesse sportive, criptovalute e viaggi.