Inauguriamo oggi una nuova rubrica che ci permetterà di viaggiare indietro nel tempo. Un viaggio nei ricordi del poker Texas Hold’em, che per l’appunto parte oggi e dove abbiamo impostato la data all’anno 2010, quando Luca Moschitta era agli inizi della sua carriera.
Rovistando negli archivi di PokerItaliaWeb, ci siamo imbattuti in una nostra intervista datata all’anno 2010. Il periodo, più o meno, era lo stesso di oggi, marzo. Avevamo scambiato, per voi, due chiacchiere con l’allora ventenne, quasi ventunenne Luca Moschitta, entrato da poco a far parte del neonato Team Online PokerStars.it. Un’avventura che condivise con Antonio ‘HoldemDBoss’ Tarantino, Alfio ‘Alfiosn0b’ Battisti e Dalia ‘Dalia_C’ Calvaruso.
Sono passati sette anni e di quel team pro, oggi non vi è più traccia. Ed ecco cosa disse Luca di quel team: “Alfio Battisti lo definirei talentuoso, è uno dei players italiani più’ bravi in Italia; Antonio ‘HoldemDBoss’ Tarantino è un giocatore che si è formato nei sit-go e lo scorso anno (2009 ndr) è stato il giocatore che ha vinto di più’ nelle classifiche pokerstars.it; Dalia ‘Dalia_C’ Calvaruso sarà’ la vera sorpresa di questo nostro team”. Oggi solo in due sono ancora in attività a certi livelli e sono lo stesso Luca Moschitta e Alfio Battisti.
Ma cosa faceva Luca sette anni fa, oltre a giocare a poker? “Oltre a giocare studio economia sono al secondo anno e il mio sogno è finire l’università’ per poi dedicarmi a tempo pieno al poker”, ci rivelò. Di anni ne sono passati sette, e la laurea non è ancora arrivata (a quanto ci risulta, ndr), bensì sono arrivate vittoria importanti come il Main dell’IPT e non solo.

E
come conobbe il Texas Hold’em Luca: “Su Sky, dove ho visto un tavolo, le luci, i giocatori, e mi sono subito innamorato di quel palcoscenico. Il passo successivo fu scaricare PokerStars”. Volete poi sapere per Luca Moschitta, sette anni fa, quanto contasse la fortunata in un torneo di poker? “In un torneo la fortuna conta veramente molto, perché’ ci sono tanti aspetti che possono influire sul risultato, quindi dire che il 50% è fortuna e il restante 50% abilità, se invece prendiamo come esempio una sessione online composta da più’ tornei o sit-go, la fortuna sicuramente influisce molto meno rispetto alle capacità del giocatore”.
Sette anni fa c’era poi chi lo considerava il nuovo Dario Minieri, ma Luca non era d’accordo: “Parto premettendo che io sono cresciuto guardando Dario Minieri e per me lui è il vero top player italiano, ma io non credo di essere il nuovo Minieri, ma mi piacerebbe molto diventarlo”. A voi oggi il paragone.
Infine gli chiedemmo dove si sarebbe visto da lì a dieci anni, ovvero quando avrebbe compiuto 30 anni. Ne mancano ancora tre, di anni, ma nella ripsota che di diede, qualcosa l’ha indovinò: “Spero solo di giocare ancora a poker e magari lavorare anche per pokerstars.it, ma l’importante è che il Texas hold’em si diffonda sempre di più’ e il livello dei nostri players cresca per arrivare a vincere tanti trofei a livello europeo e mondiale”. E Luca oggi gioca ancora, qualche trofeo l’Italia l’ha vinto, solo sul suo ruolo in PokerStars non c’ha azzeccato. Per rileggere l’intervista integrale seguire il link.
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