Poker Live: Per riaverlo bisogna volerlo!

Il poker live, uno degli argomenti più controversi del panorama pokeristico italiano. Tra i mille rinvii è assurdamente passato un anno senza alcuna legislazione in merito. Ma in quanti hanno alzato la voce per chiederla?

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Il poker live, uno degli argomenti più controversi del panorama pokeristico italiano. Tra i mille rinvii è assurdamente passato un anno senza alcuna legislazione in merito. Ma in quanti hanno alzato la voce per chiederla?

 

 

 

In questi ultimi giorni abbiamo assistito alla chiusura di diversi circoli sul territorio nazionale. Non è mia intenzione rispolverare vetusti temi legati a presupposti di buonismo nei confronti di giocatori e gestori, anche se per affinità, sono propenso ad accogliere le loro ragioni più di quelle legate a questa sorta di nuovo proibizionismo all’italiana.

 

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Una partita al circolo… quando ancora era possibile!

 

Proibizionismo all’italiana. Sì, perché a fronte di un divieto, l’Italia come al solito si è distinta per la noncuranza e la trascuratezza con cui ha affrontato il problema. Per il giocatore “che non voglia sentire ragioni” i modi per giocare live fuori dai casinò sono tanti e spesso alla luce del sole. Assistiamo a clamorose diversità di trattamento sulla penisola, zone in cui non solo si può giocare, ma nelle quali addirittura si possono pubblicizzare gli eventi e zone in cui ci si ritrova denunciati a piede libero. Se ci pensiamo bene, nonostante il nostro stato ci abbia abituato a pagliacciate di questo tipo, la situazione dei circoli è forse una delle più paradossali.

 

parlamento

Ormai la legislazione è slittata al nuovo anno.

 

Questa situazione era plausibile e sopportabile durante i primissimi tempi del dopo decreto; oggi, a distanza di un anno, pare che ancora giocatori e gestori attendano da un momento all’altro una legge che riporti alla normalità, fingendo di non capire che una regolamentazione in materia arriverà, forse, tra circa otto mesi. Nel frattempo si continua a giocare, a rischiare, come se nulla fosse accaduto. Poche proteste, quasi sempre isolate e, peggio, quasi tutte scaturite dopo che a qualcuno hanno chiuso il circolo. Quasi nessuno che abbia alzato la voce preventivamente.

 

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La situazione attuale favorisce il proliferare di bische clandestine

 

La legge c’è. Non si può giocare. Ripartire da questa ingiusta verità è essenziale; continuare a fare finta di niente rispettando lo stereotipo del paese dei furbetti, oltre che stupido, è inutile e altro non fa che rafforzare gli argomenti di chi i circoli non li vorrebbe mai più. I giocatori francesi ci hanno dato una grande lezione questa settimana e spero che in molti capiscano che è molto meglio fermarsi per ottenere quello che si vuole, piuttosto che fingere la normalità accontentandosi di una situazione di incertezza, atteggiamento privo di lungimiranza che poco si sposa con i concetti a lungo termine del poker.

 

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Scritto da Luca “ilFilosofo” Barbi

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