Poker italiano: La beneficenza “urlata”!

Il texas hold’em è ormai il gioco del momento. Diverte ed appassiona sempre più gente ed anche i vip, o presunti tali, ne sono attratti. Vediamo difatti sempre più personaggi cavalcare l’onda del poker, ma è veramente la loro passione?

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Il texas hold’em è ormai il gioco del momento. Diverte ed appassiona sempre più gente ed anche i vip, o presunti tali, ne sono attratti. Vediamo difatti sempre più personaggi cavalcare l’onda del poker, ma è veramente la loro passione?

 

 

 

Il gioco diverte, su questo non ci sono dubbi se è vero che milioni di italiani sono giocatori più o meno assidui ed i numeri del solo poker online parlano chiaro. Ed anche le trasmissioni televisive che parlano di poker sono in continuo aumento. 

 

Tutto ciò basta ad eleggere il poker, ed il texas hold’em in particolare, come fenomeno di massa. E lì dov’è rivolta la massa, c’è l’attenzione di quanti ricercano un minimo di pubblicità per farsi un nome o dar lustro al proprio, più o meno noto che sia.

 

E quale occasione migliore se non una bella partita di poker sportivo a fini caritatevoli? Fare beneficenza è sempre un bel viatico per farsi pubblicità. Si da occasione ai media di parlare di sé in modo assolutamente lusinghiero. Del resto si sta lavorando per aiutare chi è più sfortunato di noi, no?

 

Daniele Interrante con cappello bianco
Daniele Interrante, assiduo frequentatore dei tornei di beneficenza

 

Ecco allora che scendono in campo, anzi siedono al tavolo, persone famose, grandi attori da premio Oscar, campioni dello sport e grandi giocatori di poker. 

Questo è però, purtroppo, il field di un torneo di beneficenza statunitense. Noi siamo in Italia dove le cose non vanno propriamente così. I tornei di beneficenza ci sono, sulla falsa riga di quelli statunitensi, ma a vederli si ha l’impressione che gli unici a trarne vantaggio, i beneficiati, siano proprio coloro che vi partecipano.

 

A vederne uno, pare di esser sull’isola dei famosi, dove di personaggi effettivamente famosi non ce ne sia affatto, ma solo gente in cerca di rilancio e nuova notorietà. Oppure giovani, con pochi scrupoli e meno valori, che fanno il possibile (e a volte anche di più) per rendersi più visibili al grande pubblico nell’ambizione di diventare finalmente volti noti al grande pubblico.

 

Tornei di beneficenza quindi urlati alla massa con comunicati stampa diffusi nei principali canali di comunicazione: “accorrete che oggi c’è il supermegatorneo di strabeneficenza, perché la beneficenza come la facciamo noi non la fa nessuno!” 

 

Logo dell'isola dei famosi
L’isola dei “famosi”?

 

Sembra dicano questo, tra le righe, nel loro tentativo di mettere pubblica la cosa. Resta poi un mistero come facciano ad organizzare manifestazioni di poker pubblico, anche a scopo benefico, quando in svariate località del Bel Paese, le questure hanno ripetutamente vietato ai semplici circoli ed associazioni varie manifestazioni analoghe, alcune ripetute anche più volte negli anni passati, quando il poker live era ancora mi piacerebbe dire “legale”, ma la parola esatta è “ignorato”.

 

Mentre ora, che il poker sportivo è sulla bocca di molti ed attira le luci della popolarità, son tutti pronti a salire sul carro e a cavalcare l’onda. E sfruttare la “scusa” della beneficenza per farsi pubblicità, a sé stessi e alle fantomatiche poker room che organizzano questi eventi solamente per evidenziarsi dalle altre.

 

Ma quanto potrà durare ancora questa storia? Tutto dipende da come il fenomeno poker verrà gestito dalle istituzioni statali. Se il poker live viene finalmente sdoganato dalle preposte case da gioco e la possibilità di organizzare eventi viene concessa anche al di fuori, il movimento potrebbe crescere in maniera degna.

 

Logo di ante up for africa
L’Ante Up For Africa, la dimostrazione di come si possa fare beneficenza seriamente col poker

 

E un giorno, a questi eventi di beneficenza che, di sicuro, non smetteranno di esistere, saranno i veri giocatori di poker a parteciparvi in prima persona con reale spettacolarizzazione dell’evento ed effettivo seguito degli appassionati. Quelli cioè che distinguono un bet da un raise ed hanno una minima concezione di come giocare AK.

 

E molto probabilmente ci sarà anche un montepremi degno da donare ad associazioni caritatevoli. Per fare realmente del bene insomma e non per farsi un nome sulla pelle degli altri.

 

 

Roberto ‘Ronnie Rosenthal’ Sorrentino
ronnie@pokeritaliaweb.org

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