Rinvio a giudizio Rainbow Ferrara. Dopo la notizia, con tanto di servizio de Le Iene, del Prestige Club di Prato che sta facendo molto parlare, in queste ore è arrivata in redazione la conclusione di un altra vecchia notizia che riguarda un circolo di Ferrara con 8 (tra organizzatori e clienti) sorpresi a giocare a cash game e rinviati a giudizio.

Rinvio a giudizio Rainbow Ferrara: nei guai 2 organizzatori e 6 giocatori

Dopo oltre due anni le indagini al Rainbow Club di Ferrara si sono concluse con rinvio a giudizio dei 2 organizzatori e di 6 giocatori colti ad un tavolo di poker cash game, una modalità di gioco non consentito secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione.

L’irruziuone era avvenuta nel 2021 e ai tavoli c’erano players di età compresa dai 40 ai 70 anni che hanno cercato “goffamente di nascondere banconote per un valore complessivo di 1. 265 euro” come si legge anche sul quotidiano “La Nuova Ferrara”. Il tavolo era un 1/2, quindi non parliamo proprio di high stakes, ma tanto basta per far scattare irruzione ed indagini.

I 6 giocatori e anche i 2 organizzatori (compreso il dealer) sono stati rinviati a giudizio, visto che gli agenti hanno scoperto che i giocatori effettuavano pagamenti in denaro direttamente al dealer stesso, e a convincere i giudici a mandare a processo le otto persone è stata anche la prova di un foglietto che segnava le cifre in denaro accanto ai nomi dei partecipanti alla partita. Ora i giocatori rischiano una sanzione o una condanna.

Rinvio a giudizio Rainbow Ferrara

Rinvio a giudizio Rainbow Ferrara

Circoli nel ciclone? Movimento senza bussola

Il movimento dei circoli di poker è ormai vecchio quasi 20 anni in Italia, e non ha mai avuto una vera  regolamentazione certa, lasciando il tutto alla decisione dei questori delle varie zone, creando quindi un comparto che lavora nel grigio, e che è soggetto a cambiamenti repentini in base a come cambiano le figure che governano il luogo, oltre a poter diventare un posto florido per illegalità e riciclaggio.

Si passa quindi da zone d’Italia in cui i club di poker operano tranquillamente (a volte anche con tavoli cash game), ad altre in cui è impossibile giocare una partita, anche se fosse un semplice sit n go da €10. Gli anni delle federazioni come FIGP e Italian Rounder (che ci avevano provato a cercare una regolamentazione, senza successo, forse non ci hanno provato abbastanza) sono ormai lontani e ci si muove in maniera singola sul territorio, ancora senza certezze e senza una vera e propria bussola che indichi la via maestra a questo movimento del poker live.

Non dimentichiamoci infatti che i vari circoli sparsi in Italia rimangono un bacino importante per il movimento del poker, anche in relazione al portare giocatori nei grossi eventi organizzati nei casino.

Certo che prima il caso di Prato, e ora quello del rinvio a giudizio a Ferrara, non fanno bene al movimento stesso, anche se casi del genere si sono sempre verificati, anche in passato, con o senza le Iene. Inoltre come abbiamo già avuto modo di vedere ieri, il Prestige di Prato è passato al contrattacco difendensosi e dando mandato all’avvocato Ripamonti.

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