Mancano circa una settimana, al fatidico 7 Ottobre, giorno in cui il TAR del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato da MicroGame, riguardo il decreto Abruzzo, che contiene il testo e le disposizioni per il lancio del cash game.
Mancano circa una settimana, al fatidico 7 Ottobre, giorno in cui il TAR del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato da MicroGame, riguardo il decreto Abruzzo, che contiene il testo e le disposizioni per il lancio del cash game.
Mancano circa una settimana, al fatidico 7 Ottobre, giorno in cui il TAR del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato da MicroGame, riguardo il decreto Abruzzo, che contiene il testo e le disposizioni per il lancio del cash game.
Cerchiamo di fare il punto della situazione, ipotizzando i possibili scenari, che potrebbero aprirsi, qualsiasi decisione il Tribunale Amministrativo Regionale dovesse prendere.
L’antefatto: In seguito al terribile terremoto in Abruzzo, il Governo decide di accelerare le pratiche per la partenza del poker cash game, con il fine di incamerare nuovi denari, necessari per la ricostruzione de L’Aquila. In poco tempo viene redatto un testo, da inserire nel pacchetto ricostruzione, che apre le porte al cash game e ai casinò online.
Microgame
Il decreto sembra essere pronto, quand’ecco che alcune società italiane muovono contro MicroGame e i suoi totem, rivolgendosi alle autorità, lamentando la non chiarezza di alcuni aspetti, della modalità di gioco che garantisce a MicroGame gran parte del suo fatturato.
Non v’è certezza, ma possiamo ipotizzare che quasi per “ripicca”, Microgame abbia risposto a questo procedimento, stoppando il provvedimento del cash game, lamentando alcuni punti che, a detta di MicroGame, la danneggiano pesantemente. Uno dei punti principali riguarderebbe la concessione agli organi di vigilanza AAMS del codice sorgente del software, necessario per poter avere il via libera come operatore e fornitore di servizi in tipologia cash.
Pare infatti, che se da una parte, grossi colossi come Pokerstars, Full Tilt ed Everest, fossero già pronti per ovviare questa richiesta, MicroGame dal canto suo, fosse ancora in altomare. MicroGame inoltre, nel ricorso al Tar, di oltre 50 pagine, lamenta altri punti, giudicati non congrui, e chiede al Tribunale Amministrativo, lo stop del decreto e modifiche al testo.

Una partita di cash game live
Il tribunale amministrativo, si esprimerà sulla legittimità o sulla illegittimità delle lamentele MicroGame, il 7 Ottobre, con una seduta che potrebbe aprire 3 scenari possibili. Il primo scenario è quello che il tribunale, giudichi illegittimo il ricorso di MicroGame. Questo renderebbe giustizia al testo redatto, e farebbe partire da li a breve, il solito periodo di prova sulle piattaforme (poche ore di cash al giorno) per poi iniziare a proporre questa tipologia di gioco 24 ore su 24.
Il secondo scenario possibile, è quello che il Tar giudichi legittimo il ricorso di MicroGame, respingendo di conseguenza il decreto, che andrebbe riscritto, riapprovato dagli organi parlamentari, e riproposto al vaglio degli operatori. Il terzo scenario, quello più beffardo per i giocatori, è quello che il Tar decida di rimandare a data da destinarsi, il suo pronunciamento riguardo l’appello di MicroGame, allungando ancora di più i tempi per una decisione riguardo il cash stesso.

Si attende adesso la decisione del TAR del Lazio
Quel che è sicuro, è che questo atteggiamento, non favorisce di sicuro il mercato italiano, ormai saturo nelle sue forme di gioco approvate, e costretto a prevedere investimenti e scelte future, dovendo guardare ai propri business plan, sia con l’ottica di un cash game finalmente partito, sia con i soli tornei e sit&go a generare profitti per le room.
Rimaniamo in attesa di questo fatidico 7 ottobre, auspicando che lo scenario numero 1 si concretizzi, ma che quantomeno, non si profili un nuovo ritardo o un rinvio di giudizio, peraltro giudicabile abbastanza standard viste le modalità e i tempi della giustizia italiana.
Scritto da: Marco “yomik” Pasqua