E’ calato un belo di tristezza sulle WSOP dopo l’annuncio di Doyle Brunson di voler dire addio al poker, ma d’altronde ad 85 anni è anche giusto ritirarsi per godersi questi ultimi anni della sua vita solo dedicandosi alla sua famiglia, come lui stesso ha dichiarato di voler fare.
Dopo il suo annuncio non sono ovviamente mancati gli elogi dei suoi colleghi, Phil Ivey per l’occasione ha deciso anche di concedersi per un’intervista, cosa che probabilmente non avrà mai fatto nella sua intera carriera da poker pro. Ma per Doyle Brunson non poteva tirarsi indietro.
“Fu un sogno quando incontrati Doyle Brunson per la prima volta”, racconto ai microfoni di PokerCentrel. “Lui è unìicona – continua – il migliore di sempre, d’altronde basta pensare agli anni che ha trascorso al tavolo, restando sempre un giocatore vincente, un top player. Lui semplicemente vince quando si siede”.
Phil Ivey ricorda poi il suoi primissimo ricordo di Doyle Brunson, quando per la prima volta l’ebbe con lui al tavolo: “Lui era una leggenda e solo di nome sapevo chi era. Quello di sedermi con lui fu un sogno diventato realtà”.
Il Tiger Woods del Poker passa poi ai ringraziamenti, perché se il poker oggi è diventato quello che noi tutti conosciamo, è anche grazie a lui: “All’inizio, ai tempi di Doyle, se dieci di essere un poker pro, venivi guardato come se fossi stato un delinquente. Questo l’ho provato sulla mia pelle, all’inizio della mia carriera. La gente mi guarda in modo diverso dopo che scopriva come mi guadagnavo da vivere. Poi tutto è cambiato con i primi show televisivi”.
“Noi tutti dobbiamo quindi ringraziare Doyle Brunson, per tutto ciò che ha fatto per il poker. All’epoca era diverso, oggi giocare è fico, essere un giocatore ti rende figo, ai suoi tempi era tutto un altro mondo”.