Ancora un lutto nel mondo del poker, il pro canadese Matt Marafioti si suicida a 33 anni

Una grave crisi mentale ha portato il poker pro Matt Marafioti (33 anni e 2,8 milioni di dollari vinti in carriera in tornei live) a credere di essere perseguitato da un’organizzazione criminale, fino al tragico suicidio di venerdì notte, quando si è buttato dal 28esimo piano dell’appartamento di un amico.

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Una grave crisi mentale ha portato il poker pro Matt Marafioti (33 anni e 2,8 milioni di dollari vinti in carriera in tornei live) a credere di essere perseguitato da un’organizzazione criminale, fino al tragico suicidio di venerdì notte, quando si è buttato dal 28esimo piano dell’appartamento di un amico.

 

Matt Marafioti si è tolto la vita a 33 anni lanciandosi dal 28esimo piano dell’appartamento di un amico a Rutherford, nella notte di venerdì in New Jersey, come riportano anche molte testate giornalistiche della zona. C’erano già stati segnali e avvisaglie di un problema mentale, alimentato anche dalla battaglia in tribunale per l’affidamento del figlio.

Molti i post sui social media dove si ripeteva con insistenza che gangster della “giustizia sociale” lo stessero seguendo mentre combatteva in tribunale. Il tono dei post era il seguente: “Sarò io quello che alla fine verrà punito mentre tutto ciò che dico e tutte le prove vengono trascurate poiché le autorità fingono di non sapere cosa sta succedendo. Sono stato intrappolato, perseguitato da una banda, molestato e incastrato per omicidio. In qualche modo attribuiranno questo alla mia ‘salute mentale’ invece che a un movimento per la giustizia sociale finanziato da persone incredibilmente potenti che non può essere rivelato perché è completamente disumanizzante e di natura illegale”.

In uno degli ultimi post di Marafioti si legge: “Per far sembrare che io sia scomparso prima del processo. La vera intenzione di questa organizzazione, di distruggermi/finirmi, di non condividere la custodia di un bambino di cui ero padre e il suo unico protettore finanziario. Una vera e propria cospirazione criminale per uccidermi, motivo per cui ho dovuto sradicare la mia casa in primo luogo e vocalizzare questo o sarei già morto”. Nel suo ultimo post, Marafioti ha affermato di essere stato rapito dal suo amico alle Winston Towers. La polizia ha indagato sulla denuncia senza trovare riscontri.

Anche venerdì, quando si è buttato dalle Winston Towers, sembra si sentisse braccato fino ad andare nel panico e a buttarsi, come riportato anche dal Daily Voice a cui anche gli amici hanno dichiarato che Matt stava lottando contro fantasmi interiori: “È chiaro che Matt stava lottando con alcuni importanti problemi mentali da un po’ di tempo. La maggior parte di noi non ha sue notizie da giorni. Di solito pubblica da qualche parte su qualcosa e questo si è fermato. Era un uomo molto intelligente. È davvero incredibile come una mente così brillante nel poker possa uscire dai binari in quel modo”.

Gli amici avevano temuto per la morte di Matt già nel 2016 quando sparì per 45 giorni, prima di ritornare. Una mente brillante che gli ha permesso di lanciarsi nel mondo del poker professionistico già a 19 anni, incassando quasi 3 milioni di dollari di vincite nei soli tornei live, primo dei quali l’Empire State Hold ‘Em Championship dove incassò subito $198.473.

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