Fantasy Sport: ecco cosa ne pensano i pokeristi italiani che ci giocano

Abbiamo chiesto ad alcuni noti pokeristi italiani cosa ne pensano del mercato dei Daily Fantasy Sport. Sentite cosa ci hanno risposto. C’è chi già li grinda regolarmente come Alessandro Zamboni e chi invece ha subito lasciato perdere, come Emiliano Conti.

Abbiamo chiesto ad alcuni noti pokeristi italiani cosa ne pensano del mercato dei Daily Fantasy Sport. Sentite cosa ci hanno risposto. C’è chi già li grinda regolarmente come Alessandro Zamboni e chi invece ha subito lasciato perdere, come Emiliano Conti.

 

In questa stagione sportiva 2015/2016 sono arrivati anche in Italia i Fantasy Sport e molti pokeristi italiani si sono appassionati al gioco. Per chi ancora non lo sapesse, i Daily Fantasy Sport vanno forte da tempo in USA e Regno Unito. Stiamo parlando di un gioco simile al fantacalcio ma basato su statistiche oggettive, non sui voti dei giornalisti. I DFS ricordano molto il poker perché si gioca a soldi veri con formule per noi già note, come i tornei con garantiti, i sit & go e gli heads-up. Qui da noi in Italia per ora c’è un solo operatore attivo (FantaSfida) che ha già investito molto in pubblicità a livello nazionale e propone al momento solo calcio.

 

Abbiamo sentito sui DFS per esempio Alessandro Zamboni, ex poker pro di Winga, che ha chiuso col poker l’anno scorso ma a quanto pare ha trovato un nuovo campo in cui cimentarsi: “Per adesso su Fantasfida va abbastanza bene, anche se il software è un po’ carente. A parte i tornei sto grindando pesantemente sit e hu a basso stake (da 0,5 a 5 euro) con uno spending di 300/400 a giornata (quindi gestisco circa 150/180 hu/sit). Dai 10 in su è già molto reggoso e per tanti motivi l’edge è minima quindi li evito il più possibile. Con siti all’altezza credo che i DFS possano essere un fenomeno paragonabile al poker in italia. Serve qualcosa all’altezza, che dia valore al singolo ruolo e che permetta un maggior numero di giocatori appetibili“.

 

Zamboni ci spiega di essere un appassionato di fantacalcio di lunga data: “Mi vanto di essere uno dei precursori del fantacalcio. Lo giocavo nel 1992 in epoca pre-gazzetta quando si chiamava ancora “Serie A” e si usava il libro di Albini come regolamento“. E cosa possiamo dire sul futuro dei DFS in Italia? Zamboni prevede questo: “Credo ci sia la solita soglia di diffidenza nel versare dei soldi online. E di sicuro la raccolta di rake non sarà neanche paragonabile alla meno frequentata delle poker room. Anche perché tolta la Serie A, ancora ancora la B, ma la massa difficilmente si avventurerà troppo sugli altri campionati“.

 

Alessandro Caria

Sembra trovarsi bene con i Fantasy Sport anche Alessandro Caria, che a differenza di Zamboni ha un background solo pokeristico. Ecco cosa ci racconta: “Prima di cominciare a giocare i DFS non seguivo più di tanto il calcio. Il fantacalcio non mi piaceva perché troppo lungo. Ora invece conosco quasi tutti i giocatori pure del Frosinone! È un gioco molto divertente. Seguire tutte le partite è diventato emozionante. Ovvio che ci vogliono le skill, bisogna conoscere i giocatori che potrebbero portare più punti e sapere quando schierarli, ma ci vuole anche molta fortuna per indovinare la miglior combinazione di giocatori. Secondo me il gioco potrà avere un mercato simile a quello del poker se entreranno in questo settore gli operatori di scommesse che hanno punti fisici in tutta Italia“.

 

Emiliano Conti ha provato a cimentarsi ma per il momento ha lasciato perdere: “Avevo iniziato a giocare a Fantasfida proprio agli esordi del gioco perché credevo fosse +ev, poi in realtà ho visto che il field era composto da un bel po’ di poker players, quindi gente abbastanza sensata. Detto ciò il roi che credo si possa sostenere non sarà cosi alto e in più, essendo lo spending non troppo alto, non credo che il gioco valga la candela. Il tempo che uno perde a studiare non vale i soldi che si possono guadagnare, quindi ho smesso d giocare. Non credo che tornerò indietro neanche con nuovi operatori, a meno che non cambino nettamente buy-in, garantiti e regole“.

 

Abbiamo chiesto anche il parere competente di Alessandro Ruta, giornalista appassionato di calcio, fantacalcio e poker. Ecco cosa ci ha detto. “Per alcuni aspetti questo nuovo gioco mi ricorda l’inizio del poker online. Come dal poker all’italiana si è passati al Texas Hold’em, dal fantacalcio classico si è passati ai DFS. Molti sapevano giocare il poker all’italiana, ma il background della maggioranza dei giocatori di Texas era disparato: chi arrivava dal Magic, chi dal backgammon… Però tutto riferibile alla strategia. Un background applicato al poker online che ha provocato la valanga che tutti conosciamo, partendo dalla matrice del poker all’italiana, che almeno dava l’idea di quello di cui si stava parlando.

 

In Italia, invece, permane uno zoccolo duro di fanta-giocatori affezionato al vecchio modo di intendere il fantacalcio: asta con gli amici, rose fisse per tutto il campionato, sfide uno contro uno e così via. Ci si gioca 20-50-100 euro, pronti a ripartire l’estate successiva perché è un grande modo di aggregare le persone. Il mercato dei DFS non deve puntare solo ai fantacalcisti, perchè è un gioco totalmente diverso; del fantacalcio classico ha pochissimo. Cambia parecchio il denaro in palio. A parte gli amici pokeristi che fanno un fantacalcio classico ma high roller, tra amici ci si gioca al massimo 100 euro in un anno. Qua invece te li puoi giocare in un giorno. Punterei piuttosto agli appassionati di calcio in generale, la gente che magari va meno allo stadio, oppure che è stufa di tutto il chiacchiericcio presente sui media, eppure vorrebbe spendere dei soldi per il gioco.

 

E poi occhio che a breve le leghe private, aggregazione o non aggregazione, cominceranno ad avere delle squadre favorite e altre che si sono staccate; giocatori che mollano il colpo di brutto e si dimenticano direttamente di fare le formazioni. Al contrario dei Daily Fantasy Sports, che ti danno la possibilità di ripartire da zero ogni volta, anche se nell’ultima giornata sei arrivato seimillesimo su seimila. Questo, secondo me, è il punto di forza dei DFS: il poter dare a tutti, ma proprio a tutti, una possibilità di vittoria (previo studio anche minimo della materia). Ecco un’altra somiglianza con il poker online. Secondo me deve stabilizzarsi, ma il futuro è tutto dalla parte di questi giochi anche perchè i voti hanno decisamente rotto: l’oggettività trionferà“.

 

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