Come giocare contro le 3Bet nel poker cash game – 2a Parte

Seconda e ultima parte dell'articolo scritto da 'Il curioso', coach della PokerItalia School, la scuola lanciata da PIW in collaborazione con Gamerevolution. Continua l'interessante viaggio sulla 3bet e su come reagire a questo tipo di giocata.

Seconda e ultima parte dell'articolo scritto da 'Il curioso', coach della PokerItalia School, la scuola lanciata da PIW in collaborazione con Gamerevolution. Continua l'interessante viaggio sulla 3bet e su come reagire a questo tipo di giocata.


L’AVVERSARIO: Giocatori Loosing aggressive (LAG)

Contro questa categoria di giocatori sono molteplici le scelte che possono essere intraprese, nell’ottica della singola mano ma anche considerando come le nostre giocate influiscono sulla strategia avversarie nel long run. Volendo fare un esempio che deriva direttamente dalla mia esperienza penalistica la nostra azione si può paragonare alla funzione della pena per lo Stato, le nostre scelte hanno una funzione sia “special preventiva”, ovvero rivolta ad evitare che il nostro avversario continui a “disturbare” il nostro gioco (ev indiretto nel long run) ma anche “retributiva” (la giocata che ha semplicemente l’ev atteso più alto nello spot determinato), sia “general preventiva” rivolta cioè ad evitare che tutti i giocatori abusino delle 3bet impedendoci di aprire tutte le mani che noi invece vogliamo rilanciare da una certa posizione, come il carcere applicato ad un soggetto dovrebbe dissuadere tutti gli altri da comportamenti simili!

Superando ora questa digressione, la prima e fondamentale regola da utilizzare contro un giocatore LAG è di giocare quanti più spot possibili avendo posizione su di lui. Se avessimo in mano una starting hands come QJ suited dovremo certamente foldare o 4bettare di fronte ad una 3bet che viene da un LAG in posizione (tipico in aperture da CU che vengono 3bettate dal BU), mentre trovandoci in posizione potremmo giocare lo spot in tanti diversi modi.

Naturalmente perché si possano flattare queste mani con profitto è opportuno avere un’ottima capacità di lettura post flop, oltre che un range decisamente bilanciato fatto di 4bet occasionali (meglio con mani molto scarse che non è dannoso foldare dinnanzi ad un push e mani fortissime) e soprattutto di qualche trappola con mani forti così da mettere il nostro avversario in una posizione realmente scomoda anche per il più forte dei regolari LAG, trovandosi a giocare fuori posizione contro range che colpiscono molti board (ovvio che giocando in questo modo si deve essere disposti a giocate particolarmente aggressive con i draw) e contro made hands. Questo è il motivo per cui vedrete alcuni dei più PokerItalia Schoolaggressivi loose player costretti a giocare in check fold sino a decidere di modificare la loro strategia sulle 3bet oop.

Forse è superfluo precisare come il margine fra avere un enorme profitto da questo tipo di giocate e rischiare di tiltare finendo broke in poco tempo sia realmente labile. Ancora una volta la differenza viene dallo studio delle specifiche dinamiche fra regulars. Affinchè queste giocate siano profittevoli dovete essere in grado di conoscere perfettamente quando il vostro avversario sia disposto a 2-3 barrellare, quando si arrende sul flop o al turn, quanto folda al raise to cbet, con quale range è disposto a “brokare”, la sua strategia di floating e, inolte, la vostra sensibilità nel capire se il vostro profitto deriverà in gran parte dalla sua incapacità (studiata mano dopo mano) di “giveuppare” in piatti molto grossi poiché, sprovvisto di freni poderosi, cadrà in tutte le vostre trappole.

GLI STACK

La primissima valutazione che dobbiamo fare è ovviamente quella relativa al nostro stack effettivo. E’ intuitivo che questo non corrisponde alle chips che abbiamo davanti ma ai soldi posseduti del giocatore più corto in una dinamica HU. L’importanza di avere uno stack profondo (almeno 100 bb) è il motivo per cui ritengo che la strategia full stack è fondamentalmente più proficua di quella short stack; in quest’ultima ci si priva di fatto di una serie di armi: è come decidere di andare in guerra senza portare le bombe a mano, è profittevole solo se, non sapendole usare, rischiate di farvele esplodere addosso!

Non posso dilungarmi eccessivamente su tutte le variabili matematiche che vengono determinate dalla profondità degli stacks in gioco, mi limito invece a ricordarvi di ricaricare sempre immediatamente il proprio stack, di non fare giocate avventate contro stack piccoli con la speranza cieca che il nostro avversario foldi seppur commitato e di precisare che più è profondo lo stack maggiore sarà il solco scavato dalla differenza di edge fra gli avversari, proprio per la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti di cui sopra e applicare lo studio analitico di dettaglio che si è fatto sui leaks del nostro avversario, su come oppo percepisce i nostri, reali o presunti, leaks e le principali tendenze generali del gioco altrui.

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