Capita spesso, soprattutto quando si è agli inizi, di trovarsi in difficoltà nel gestire le coppie piccole quando ci si trova nel bottone. A darci una mano, in questo senso, è uno dei coach della Pokeritalia School, la scuola lanciata da PIW.
Capita spesso, soprattutto quando si è agli inizi, di trovarsi in difficoltà nel gestire le coppie piccole quando ci si trova nel bottone. A darci una mano, in questo senso, è uno dei coach della Pokeritalia School, la scuola lanciata da PIW.
Capita spesso, soprattutto quando si è agli inizi, di trovarsi in difficoltà nel gestire le coppie piccole quando ci si trova nel bottone. A darci una mano, in questo senso, è uno dei coach della Pokeritalia School, la scuola lanciata da PIW.
Supponiamo di avere una coppia tipo 4-4 dal bottone e apriamo standard, siamo in una partita NL200 six max con tutti i giocatori full stack. Mettiamo quindi 5 o 6 euro sul pot, lo small blind passa ed il big blind rilancia sino a 20 euro. Parliamo di questa precisa dinamica, in cui, le nostre scelte di gioco sono un pò alterate da una situazione che definiremo quasi emotiva: stavolta abbiamo aperto con una buona mano, per una volta, ed il big blind ci 3betta!
Prima situazione: il big blinds è un giocatore tight/nitty. Il suo range di 3bet è circa 4,7% cioè controrilancia T-T, J-J, Q-Q, K-K, A-A , A-Q e A-K. L’equity oggettiva della nostra mano è intorno al 34% e non abbiamo sufficienti odds e implied odds per chiamare per set value, la domanda successiva è se la nostra mano ha una sufficiente ‘steal equity‘ per giustificare il call. La risposta è indubbiamente negativa poiché, pur giocando in posizione, il nostro avversario troppo spesso avrà una mano molto forte al flop da non consentirci di rubare un numero ragionevole di volte da rendere la giocata profittevole. Purtroppo ci dobbiamo rassegnare a foldare.
Seconda situazione: il big blinds è un giocatore nettamente più loose che rilancia un range di mani molto più ampio diciamo con un range più o meno vicino al 10% (88+,A9s+,KTs+,QTs+,AJo+,KQo). Qui mancano le implied odds per chiamare per ‘set mining’ determinato, all’opposto, dalla circostanza per cui troppo spesso il nostro
avversario avrà una mano troppo debole per cui quando settiamo non riusciamo a ‘stackarlo’ un numero di volte sufficiente da rendere +ev la giocata. Non di meno, sin qui abbiamo analizzato sola la potenziale showdown equity della nostra mano, ma quanta steal equity abbiamo in questo spot?
La risposta a questo interrogativo non può essere semplice come per il valore di showdown in cui si riduce ad una ‘guerra di range‘, perché dobbiamo conoscere in il gioco post flop del nostro avversario e capire quante volte siamo in grado di rubargli il piatto: cbet on 3bet flop, fold to raise in 3bet pot ed in generale il livello di aggressività di oppo, sono i valori che ci dovranno guidare in questo calcolo. Alla fine non bisognerà tuttavia dimenticare che la nostra mano, pur dotata di fold equity, avrà comunque, una pot equity molto bassa.
Terza situazione: se dal calcolo precedente ci accorgiamo di non poter fare un call profittevole, rimane l’opzione della 4bet. Affinché questa mossa si riveli profittevole è opportuno che il nostro avversario abbia una buona percentuale di fold to 4bet e la giocata ha un differenziale positivo solo nel momento in cui lui sta 3bettando non meno del 10% delle mani che gli vengono servite, senza considerare il rischio di un flat call per trapping contro player piuttosto tricky/skillati.
In conclusione, pur potendo risultare vagamente frustrante dover abbandonare le nostre coppie piccole da bottone, dopo aver ‘rubato’ per ore con mani trash, la scelta di foldare, almeno in una situazione standard, si rivela generalmente la migliore!
Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.