Poker e fortuna: foldare 22? Mai… è il giorno in cui sono nato!

Fortuna e gioco sono, da sempre, un connubio imprescindibile. Molti giocatori, a volte anche i più intelligenti, si affidano spesso a superstizioni o a sensazioni per favorire la buona sorte ai tavoli da poker, sia che si giochi online che live.  

Fortuna e gioco sono, da sempre, un connubio imprescindibile. Molti giocatori, a volte anche i più intelligenti, si affidano spesso a superstizioni o a sensazioni per favorire la buona sorte ai tavoli da poker, sia che si giochi online che live.  


Nuovo appuntamento con la PokerItalia School, la scuola di poker online creata da PIW. Questa volta i coach ci parlano di fortuna e superstizione, fattori da non trascurare quando ci si ritrova di fronte a determinati giocatori.

In questo momento, da qualche parte nell’universo del poker online, un giocatore ha appena chiamato un all in con una mano di gran lunga inferiore, una underpair o simili. Anche se potrebbe sconvolgervi, il giocatore che l’ha appena fatto non vedrà troppi motivi per preoccuparsi, perchè i 2/4 outs arriveranno al turn o al river. Più la carta vincente si avvicina e più suda, comincia a stringere nelle mani un santino o un simbolo, gridando “oh c’mon baby, one more time!”, come se il gioco fosse un misto tra energie positive e soprannaturale. Il river porta la sua carta magica ed ecco le grida e i gesti di gioia del giocatore. Proprio mentre il piatto si sposta verso il vincitore, potrai leggere le sue parole in chat: “Non ho mai foldato 22, perchè questo è il giorno in cui sono nato”.

E’ incredibile il modo in cui la mente di molte persone si affidi ancora a superstizioni o sentimenti per favorire la buona sorte ai tavoli da poker. Certo, se avete un portafortuna non c’è nulla di male nel mostrarlo o tenerlo sempre con sè; questo suonerà persino divertente agli occhi degli altri. Nel momento in cui, però, vi metterete intenzionalmente in una situazione a valore atteso negativo a causa di qualche credenza o in cui folderete una certa mano a valore atteso positivo, perchè sul vostro software perde sempre, è il momento in cui il vostro gioco perderà anima e senso.

Il fatto è, molto più semplice di quel che possa credersi, che nulla può fermare il comportamento statistico dei numeri Numeri preferitia lungo termine. I canti, i rituali, i portafortuna, i giochi di prestigio e l’intervento divino non sono il poker. Ci sono alcune cose di cui una persona necessita per diventare un giocatore di poker vincente. Non è nemmeno necessario essere geni della matematica o della statistica o essere un bullo iper-duro per guadagnare soldi.

Prima di fare una scelta, mettete il santino in tasca e provate a fare un calcolo di base sulle percentuali della vostra equity in condizioni ottimali (il totale degli outs) e quella in condizioni peggiori (outs ridotti). Il poker ha poco a che vedere con la fortuna, ma purtroppo questa affermazione non viene compresa appieno se non si accumula quell’esperienza necessaria di milioni di mani, e migliaia di games per capire quanto poco possa contare una sessione negativa.

Ricordate che le ricompense che il poker può darvi sono grandi, ma dipendono da quanto rispetto, lavoro e dedizione gli dedicherete. La fortuna è un’idea non quantificabile, troppo soggettiva. Il poker non è un gioco per pigri, demotivati o persone facilmente influenzabili. Tutte le volte che starete per prendere una decisione consapevolmente perdente, provate a pensare a cosa rapprenta per voi il poker e quali obiettivi riponete in esso.

Lasciate l’incenso, le danze della pioggia e giocare con la stessa biancheria per settimane. La vera sfortuna nel poker è essere superstiziosi!

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