Si era ripartiti con 19 players left nel Day2 del'evento #19, No-Limit Hold'em da $1.500 di buy-in. Torneo che ha attirato la bellezza di 2.302 giocatori e che ha visto 4 italiani andare a premio. Ma nessuno di questi è giunto al day3.
Si era ripartiti con 19 players left nel Day2 del'evento #19, No-Limit Hold'em da $1.500 di buy-in. Torneo che ha attirato la bellezza di 2.302 giocatori e che ha visto 4 italiani andare a premio. Ma nessuno di questi è giunto al day3.
Si era ripartiti con 19 players left nel Day2 del'evento #19, No-Limit Hold'em da $1.500 di buy-in. Torneo che ha attirato la bellezza di 2.302 giocatori e che ha visto 4 italiani andare a premio. Ma nessuno di questi è giunto al day3.
Tutto l'onore va al 24 statunitense, del Maryland, Cliff Goldkind. Giocatore fino ad oggi praticamente sconosciuto e che può ora vantare un braccialetto d'oro delle World Series of Poker. Goldkind partiva nel day3 con il terzo stack in gara, preceduto da Patrick Smith e soprattutto dal battistrada Gregg Wilkinson, unico players con oltre, e di molto, 1 milione di chips. C'era poi, al settimo posto parziale del count, quel Barry Shulman già Campione del Mondo WSOPE nel 2009. Le altre insidie tra i 19 players del giorno finale di questo evento venivano dai vari David Peters, Jason Wheeler e Kennii Nguyen, con quest'ultimo che ha conteso la vittoria finale a Goldkind nell'heads-up.
La gioranta è filata via alquanto velocemente, con i corti del torneo eliminati nei primi livelli di giornata. Dopo soli tre livelli di gioco in fatti si giungeva alla formazione del tavolo finale da nove giocatori, con Gary Burks in testa mentre Cliff Goldkind deteneva il quarto stack in gara. Paradossalmente il primo eliminato del tavolo finale era proprio Burks che cedeva un monster pot a Goldkind in una mano dall'alto tasso emotivo: serie di raise e reriase preflop per i due players con Gary che mette i resti con AK e viene chiamato da Cliff con AA. Il flop è monocolore a quadri con K-9-4 con Goldkind che ha l'asso di quadri e quindi il progetto colore. Al turn cade un secondo K e Goldkind vede le sue speranze di vittoria affievolirsi. River J di quadri e stavolta è Burks a fare la faccia triste del giocatore eliminato dopo aver visto la possibilità di passare da netto chip leader del torneo.
A questo punto per Goldfind è solo questione di saper aspettare le mani buone ed approfittare degli stack ridotti dei suoi avversari al tavolo. Elimina così anche Barry Shulman, anche stavolta con gli assi, consolidando la sua chip leading. Escono poi nell'ordine David Peters, Justin McGill, Gregg Wilkinson, Patrick Smith e Adria Balaguer, unico players non statunitense del avolo finale. Il testa a testa finale, tra Cliff Goldkind e Kennii Nguyen parte con il primo in netto vantaggio di 9 a 1. E infatti la contesa si risolve alla prima mano, con Nguyen che mette i resti con JK e Cliff che chiama con coppia di 6. Board con 2-5-2-10-A ed un ilare Kennii, con cappello da giullare sul capo, viene prontamente eliminato. Vittoria, braccialetto e primo premio da $559.514 per Cliff Goldkind.
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