Wsop story: la vera storia di Chris Moneymaker e l’heads up finale con Sammy Farha

Manca poco più di un mese all’inizio del 44esimo main event delle WSOP. Ricorre il decimo anniversario della vittoria di Chris Moneymaker, quello che segna unanimemente la svolta mondiale del poker.

Manca poco più di un mese all’inizio del 44esimo main event delle WSOP. Ricorre il decimo anniversario della vittoria di Chris Moneymaker, quello che segna unanimemente la svolta mondiale del poker.

 

Negli anni successivi folle di scalmanati si riversano lungo le strade della strip alla ricerca di sogni e gloria. E pensare che per sua stessa ammissione Chris ha fatto di tutto per non andare alle WSOP. Iscrittosi per puro caso ad un torneo da 39 dollari, lui era convinto che si trattasse di un torneo normale e non di un satellite di qualificazione. E già qui entriamo nel campo dell’imprescindibile. Uno potrebbe dire che è stato un segno del destino, un altro potrebbe dire che è stata solo una gran botta di c… Al satellite finale puntava al quarto posto per intascare un premio da 8 mila dollari e non ai primi tre posti che garantivano l’accesso al main event. E anche qui gli va male, non ce la fa ad arrivare quarto, ma vince il satellite e parte per Las Vegas. Davvero sfortunato questo Chris Moneymaker, prima si iscrive per sbaglio ad un torneo che non voleva giocare, poi vuole arrivare quarto, ma finisce per arrivare primo. L’esatto contrario di quello che succede alle persone normali!

 

Quell’anno, il primo dove ci si poteva qualificare attraverso satelliti nelle poker room online, ha visto la presenza di 37 qualificati online su 839 iscritti, numero ridicolo se pensiamo a quelli attuali, ma considerato di buon auspicio dagli addetti ai lavori.La strategia di Chris è molto semplice: lui studia i livelli del torneo, vede che durano un ora ciascuno, gli danno 10 mila chips, bui iniziali 25-50, si fa due conti in proporzione ai tornei online che gioca e dice “foldo tutte le mani ed arrivo easy al day-2!” Strategia di gioco ottimale, quasi lo stesso poker odierno!


Chris MoneymakerAl day 1 si trova al tavolo con Dan Harrington e lo stesso Dan lo definisce “carne da macello” per il suo essere eccessivamente tight. E se lo dice Harrington possiamo credergli sulla parola! Peccato che Chris non abbia la minima idea di chi sia Dan Harrington, forse si fa qualche domanda quando vede la sua gigantografia appesa sul muro della sala tra i campioni delle precedenti edizioni. Certo, con un nome come “Moneymaker” è facile pensare ad un predestinato. Al day 2 Chris è al tavolo con Johnny Chan, Phil Ivey e Jeff Schulman. Proprio Schulman che gli è seduto di fianco gli chiede “Tu come ti chiami” e Chris risponde “Moneymaker” al che Schulman gli fa “Si, anche io sono una che fabbrica soldi” e poi, stizzito, non gli rivolge più la parola per tutto il resto della giornata.


Lo stesso addetto ai conteggi ufficiali si trova in grossa difficoltà. 385 superstiti al day 1 da catalogare per nome, cognome, provenienza e stack. La busta di Chris riporta il nome di “Chris Sconosciuto, Tennessee” Il giorno dopo il contabile vede Chris e gli fa: “Sei tu Chris, come fai di cognome?” E dopo la risposta “No, dai, veramente, come ti chiami di cognome?” Al che Chris tira fuori la patente di guida e gliela mostra….
Ma con un nome del genere com’è pensabile anche solo non finire ITM? La stessa CBS di Los Angeles lo intervista alla fine del day 3 e la prima domanda che gli fanno è: “Senti una cosa Chris, ma tu davvero….” L’intervistatore non fa in tempo a concludere la domanda che Chris aveva già in mano la patente!


Al day 3 Chris è al tavolo 77, vaga disperatamente per tutta la sala alla ricerca del tavolo che però riesce a trovare solo quando un inserviente gli fa notare che si tratta del tavolo televisivo. Si siede ed alla prima mano è di big blinds, c’è un reise di Johnny Chan ed una 3bet di Howard Lederer, si arriva al bb di Chris che pensa, pensa, pensa qualcosa come 2-3 minuti, ma che avrà in mano ‘sto qualificato online…. Poi si è capito che Chris non sapeva che toccasse a lui e come glielo hanno ricordato ha foldato istant…


Sammy FarhaTutti gli occhi del tavolo televisivo erano per Johnny Chan, vincitore per due volte del main event, anche le televisioni facevano a gara per intervistarlo ed un suo possibile tavolo finale era una manna per gli esigui odiens pokeristici di allora. Quando Chan viene bustato proprio da Moneymaker è lo stesso Chris a guadagnarsi gli onori del pubblico e le aspettative della stampa. Tutti iniziano a tifare per quel giocatore

sconosciuto che si è qualificato con una manciata di dollari, andando poi ad eliminare uno dei professionisti più stimati e conosciuti di allora.


Il finale lo sappiamo tutti: si arriva all’heads-up tra Sammy Farha e Chris Moneymaker. Farha accusa una leggera stanchezza: per sua stessa ammissione non dorme da 5 giorni e solo al tavolo finale dichiara di aver bevuto 20 red bull e 20 tazze di caffè. Ha delle borse sotto gli occhi che se va in aeroporto gliele fanno caricare come bagagli da stiva. Siamo nella pausa prima dell’HU, Chris propone un deal a Sammy: “dividiamoci i premi da bravi amici e giochiamoci solo il braccialetto” Farha risponde: “Sommiamo il primo premio da 2,5 milioni con il secondo da 1,3 e giochiamoci tutto per il primo e niente per il secondo” e se ne va al tavolo. Conoscendo lo stile di vita di Farha non credo che stesse scherzando!


Fortuna sua che Chris non accetta e si può consolare con 1,3 milioni di dollari per il secondo posto, ma se volete un’altra curiosità finale, dovete sapere che anche Sammy Farha non voleva partecipare al main event;si è iscritto al day 1 solo perché quel giorno non c’erano tavoli da poker cash game high stakes aperti e non sapeva cosa fare, ma fino all’ultimo ha sperato di nicchiare il main per spostarsi sui tavoli cash.


Che sia proprio questo il segreto per vincere il main event delle WSOP? Volerlo NON giocare a tutti i costi?

Marco Zanini

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