Mentre tutti i più grandi giocatori di poker live si trasferiscono a Las Vegas per prendere parte alle WSOP, il recente vincitore dell'EPT Grand Final di Monte Carlo Steve O'Dwyer prende la direzione opposta è dichiara di non amare le WSOP ed il Rio Casinò.
Le World Series of Poker volgono al via, ma il player statunitense, di origini irlandesi, Steve O'Dwyer, salito agli onori delle cronache recenti per la vittoria da €1.224.000 del Main Event dell'EPT Grand Final di Monte Carlo, prende tutta un altra strada e se ne va a giocare il GDAM Asia Millions, torneo da $130.000 di buy-in che si giocherà a Macao e che attirerà molti altri giocatori noti di poker live.
In tanti poi si sposteranno a Las Vegas, direzione WSOP appunto, ma non lui che ha apertamente dichiarato di non amare, tutt'altro, le World Series ed il Rio Casinò. “Stavo già pensando di saltare la maggior parte della WSOP perché ho ??avuto risultati terribili lì e non mi piace particolarmente Las Vegas. Più precisamente non mi piace il Rio, non è un posto divertente dove giocare a poker“.
Queste le parole dette da O'Dwyer in una recente intervista apparsa sul blog di PokerStars con le quali dichiara il proprio odio per le WSOP. E poi aggiunge: “Quando vai avanti in un torneo delle WSOP è sicuramente una grande emozione. Ma il tutto è mal gestito, i dealers fanno schifo, i floor sono anche peggio e ti trattano una mer*a. Non c'è buon cibo e tutto è pazzescamente costoso. E sei inoltre costretto a fare delle file enormi per ogni cosa“.
Steve getta fango sull'operato degli organizzatori delle World Series quindi, e a quanto pare a giusta ragione visto che non è il primo a pronunciare parole di questo tono, anche se lui lo fa in maniera diretta e durante un'intervista che non passa certo inosservata. Lo stesso Dario Alioto, tramite il suo profilo facebook, ha concordato con quanto scritto da O'Dwyer, dichiarando di non sapere se nei prossimi anni prenderà parte alle Series se questi metodi non cambiano.
Le WSOP sono sempre le WSOP, ma non si capisce perché quella che è la serie di tornei di poker per eccellenza, nonché la più antica e prestigiosa, debba peccare in organizzazione e comfort per i giocatori. Alla lunga qualcun altro potrebbe stancarsene e il torneo perdere il suo appeal.