PokerItaliaWeb si è privilegiata di intervistare Antonio Buonanno poco dopo lo splendido quarto posto ottenuto nell’evento #57 delle World Series of Poker. Un’analisi a caldo di quello che è stato un grandissimo risultato e che poteva essere qualcosa di più esaltante.
Freschissimo reduce da un final table strepitoso, a coronamento di un torneo condotto in maniera impeccabile, PokerItaliaWeb incontra Antonio Buonanno per una rapida intervista a caldo sulle sue sensazioni e sul suo risultato, quarto posto in un evento che ha visto l’iscrizione di 784 giocatori. Posizione che è attualmente la migliore di un giocatore di poker italiano in queste WSOP 2013.
Domanda: Un risultato di prestigio ma che è stato “sporcato” da un colpo sfortunato (99 dell’azzurro contro 64s di Matt Berkey) che ti ha rovinato il torneo, come spesso accade agli italiani alle WSOP.
Antonio Buonanno: “Il gioco è questo. Ultimamente è per questo che non sto giocando tanto, perché ci vuole tanta fortuna. Certo se non sei bravo non vai da nessuna parte ma ci vuole tanta fortuna per arrivare in fondo. Ad un tavolo finale ce ne vuole anche di più perché gli stack spesso sono simili, con poca differenza tra i giocatori. Quindi hai poca edge sull’avversario e se non vinci i colpi vai subito in difficoltà“.
D: “manca quindi solo la zampata finale in questi tornei?”
AB: “Eh si, metti che io con AQ (contro AK di Matt Perrins, mano dell’eliminazione di Buonanno ndr) prendevo la donna andavo chip leader ed il torneo non era proprio mio però…“
D: Hai detto di aver rallentato come numero di tornei, nonostante ciò hai una varianza positiva con molti risultati importanti con bandierine all’IPT ed ora questo alle WSOP. Dimostri di avere le qualità e la costanza del grande giocatore.
AB: “Questo non lo nego, quando mi siedo al tavolo non temo nessuno. È abbastanza facile per me ragionare in termini di gioco ed oltre. Ho una buona lettura degli avversari. Però purtroppo ci vuole tanta tanta fortuna e i piazzamenti sono dati dai tornei che tu fai in un anno. Se fai centro tornei hai più possibilità di fare risultato. Se ne fai cinquanta le probabilità sono minori. Se ne fai tre o quattro come me, le possibilità di vittoria sono bassissime.“
D: “Dopo questo torneo farai il Main Event WSOP e poi a cosa ti dedicherai, visto i tuoi pensieri piuttosto limitanti?”
AB: “Non ho nessun programma. A meno che non esca uno sponsor che mi segua e che mi paghi i tornei, cosa che ovviamente ti darebbe uno stimolo in più a giocare. Io non l’ho mai cercato uno sponsor. Ne ho avuto uno in passato ma era una cosa all’acqua di rose che iniziano e finiscono prima di iniziare. Dovesse presentarsi un occasione importante, allora avrei sicuramente più stimoli per viaggiare e dedicarmi maggiormente al poker live. Altrimenti la mia priorità resta la famiglia.“
Ringraziamo Antonio Buonanno e gli auguriamo di ripetere nel Main Event la deep run che lo ha portato a questo ottimo risultato nell’evento #57 delle WSOP 2013.
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