Mancano solo quattro giorni allo start del tavolo finale del Main Event delle WSOP e monta l’attesa per vedere chi quest’anno potrà finalmente fregiarsi del titolo di Campione del Mondo di poker live.
Mancano solo quattro giorni allo start del tavolo finale del Main Event delle WSOP e monta l’attesa per vedere chi quest’anno potrà finalmente fregiarsi del titolo di Campione del Mondo di poker live.
Mancano solo quattro giorni allo start del tavolo finale del Main Event delle WSOP e monta l’attesa per vedere chi quest’anno potrà finalmente fregiarsi del titolo di Campione del Mondo di poker live.
Ottobre è agli sgoccioli e con l’arrivo del mese di novembre si potrà finalmente coronare il nuovo Campione del Mondo di poker live. Partirà infatti il 4 novebre il tavolo finale del Main Event delle WSOP con i famosi November Nine che si contenderanno il braccialetto ed il primo premio da $8.359.531.
Avrebbe potuto esserci anche il nostro Sergio Castelluccio tra i November Nine, ma la sua corsa si è arrestata sul più bello, quando il player campano è stato eliminato al 14esimo posto. Ma il tempo dei rimpianti è finito. Resta un pizzico di malinconia perché la sua presenza al tavolo finale del ME WSOP avrebbe dato maggior interesse per noi italiani nel seguire un evento di per sé già di culto per gli appassionati di poker di tutto il mondo.
C’è invece JC Tran, chip leader e giocatore più esperto al tavolo al quale vanno ovviamente tutti i favori del pronostico. E poco importa se la statistica non gli dia pienamente ragione, in quanto è capitato solo una volta, da quando sono stati istituiti i November Nine, che chi si è presentato a questo appuntamento con lo stack più alto si sia poi impossessato del braccialetto.
L’altro nome noto, ancor prima di essere uno dei N9, è quello di David Benefield. Ma il suo esiguo stack, ultimo tra i nove finalisti, non lo colloca tra le prime scelte di coloro che puntano sul vincitore del torneo.
A difendere i colori dell’Europa ci saranno il francese Sylvain Loosli e l’olandese Michiel Brummelhuis. Il secondo è un nome conosciuto ai più nell’ambito pokeristico, essendo un regular dei tornei di poker live di un certo livello, con già sette bandierine alle WSOP, di cui due final tables. Ma sarà il transalpino ad avere maggiori possibilità di vittoria, sempre in virtù dello stack che hanno ottenuto come dotazione di questo atto finale del torneo, dopo i sette giorni di scrematura avuti in luglio.
Tuttavia per entrambi non sarà facile arrivare in fondo al torneo, visto che partiranno con meno chips di degli statunitensi Ryan Riess e Jay Farber, del canadese Marc-Etienne McLaughlin e dell’isrealiano Amir Lehavot.
Quest’ultimo è il primo November Nine della storia di Israele, paese che ha dato i natali anche ad una big del poker mondiale come Eli Elezra, ora cittadino statunitense. McLaughlin invece sogna di ripetere l’impresa di Jonathan Duhamel che nel 2010 vinse questo torneo. Proprio lui è l’unico giocatore a partire da chip leader del tavolo finale e a riuscire a conquistare il braccialetto e che ha coachato il collega e connazionale per questo evento.
Completa il novero dei finalisti un altro statunitense, il quinto, Mark Newhouse, che ha uno stack superiore al solo Benefield. In tanti credono sia lui la prima vittima del tavolo. Un pronostico poco incoraggiante per lui che, tuttavia, può dire di non avere nulla da perdere e di giocarsi il tutto per tutto per scalare quante più posizioni possibili.
Di seguito riportiamo il chip count dei N9 ed il pay out del Main Event WSOP.
Pay Out: