Il poker pro israeliano, di nazionalità statunitense, membro dei November Nine per questo 2013, ha pubblicamente ringraziato Carlos Mrotensen per il suo terzo posto finale nel torneo dell’anno.
Il poker pro israeliano, di nazionalità statunitense, membro dei November Nine per questo 2013, ha pubblicamente ringraziato Carlos Mrotensen per il suo terzo posto finale nel torneo dell’anno.
Il poker pro israeliano, di nazionalità statunitense, membro dei November Nine per questo 2013, ha pubblicamente ringraziato Carlos Mrotensen per il suo terzo posto finale nel torneo dell’anno.
Carlos Mortensen oltre ad essere stato il Campione del Mondo WSOP del 2001 è l’uomo bolla del tavolo finale del Main Event WSOP di quest’anno. Avrebbe potuto storicamente bissare il successo a distanza di 12 anni ed invece si è fermato ad un passo dall’entrare nel tavolo finale più ambito da ogni giocatore di poker. Malgrado ciò ha aiutato Amir Lehavolt, primo player israeliano ad entrare nei November Nine, a preparare al meglio questo appuntamento, che lo ha poi visto terminare sul gradino basso del podio.
Così, una volta finita l’avventura di Amir nel torneo, il suo primo ringraziamento è andato proprio a Carlos Mortensen che lo ha coachato e aiutato a preparare il final table insieme al suo amico e collega Matt Stout.
I tre hanno affrontato diverse simulazioni su come poteva andare il tavolo finale per Lehavolt e pare che la cosa sia stata piuttosto fruttuosa per lui. Infatti Amir, partito con il secondo stack in gioco, ha avuto dei colpi sfortunati nei primi livelli di
gioco ed è stato costretto a giocare da short stack gran parte del final table.
Malgrado ciò è riuscito ad arrivare terzo in classifica, alle spalle del vincitore Ryan Riess e del runner-up Jay Farber, per un premio da $3,727,823. Nell’intervista post eliminazione ha ringraziato innanzitutto proprio Mortensen, giudicandolo un uomo di gran classe, proprio per il fatto di averlo preparato ad un appuntamento che per lui è sfumato all’ultimo respiro.
Amir Lehavolt non era nuovo ad un tavolo finale delle WSOP, avendo vinto nel 2011 il braccialetto nel torneo di Pot Limit Omaha da $10.000 di buy-in. Tuttavia ha giudicato davvero utili le simulazioni fatte con i suoi colleghi Mortensen e Stout, a dimostrazione che nel poker non si finisce davvero mai di imparare.