La differenza maggiore nel giocare un torneo di poker in Europa o in America sta nelle fiches che vengono date al momento del pagamento della quota d’iscrizione. In America lo stack in un torneo da 1000 dollari ad esempio è di 3000 fiches in Europa è di 15.000 fiches.
Partendo da questa differenza fondamentale, che vede in America uno stack di tre volte la quota d’iscrizione, mentre in Europa si preferisce avere uno stack iniziale maggiore, abbiamo chiesto a diversi poker pro italiani se preferiscono giocare tornei di poker in America o in Europa.
Enrico Mosca: “A giocare in Europa una tappa dell’Ept ti trovi contro giocatori professionisti, su 1000 giocatori 700 sanno quello che stanno facendo, alle WSOP su 1000 giocatori 700 non sanno quello che stanno facendo.”
Sergio Castelluccio: “Secondo me è un’ottima formula quella utilizzata alle WSOP perchè non hai tempi morti e sei subito nel centro dell’azione, mentre in Italia con uno stack così ampio l’inizio del torneo conta relativamente poco”
Niccolo’ Caramatti: “Tutto dipende dal buy-in, quando si gioca un torneo alle WSOP il montepremi è elevato anche con un buy-in basso. In Europa invece è difficile che si raggiunga un montepremi alto, mentre appena si alza il buy-in di un torneo WSOP ci si avvicina molto ad un torneo dell’EPT, dove al tavolo da gioco trovi molti professionisti e allora diventa molto più difficile. Lo stack iniziale è sempre fuorviante, perchè dipende com’è la struttura di gioco, a me ad esempio piacciono molto questi tornei WSOP perchè se si passano i primi livelli e si riescono ad accumulare fiches la struttura ti permette poi di giocare a poker. La scelta di dare poche fiches iniziale serve per smaltire i tanti giocatori iscritti ai tornei e per velocizzare il torneo, l’esatto opposto di quello che succede in Italia, dove tornei con montepremi bassi durano troppi giorni di gioco”
Eros Nastasi: “Sicuramente i giocatori americani sono avvantaggiati perchè abituati a giocare con uno stack così ridotto rispetto a noi italiani. Con un pizzico di esperienza maturata lo scorso anno, personalmente, comincio ad avere confidenza per giocare con questo stack iniziale”
Luca Moschitta: “Le differenze oggi non sono molto grandi come qualche anno addietro, quando si va a giocare un EPT ormai è diventato un festival quasi come quello delle WSOP, sicuramente più in piccolo. L’idea è sempre di più quella di emulare i tanti tornei presenti alle WSOP. Il vantaggio maggiore per noi giocatori nel partecipare a questi eventi sono nel risparmiare sulle spese di viaggio, che ovviamente con più tornei giocabili nella stessa location, si possono in qualche modo attenuare e magari avere maggior profitto a fine festival.”
Ferdinando Lo Cascio: “La differenza fondamentale e che si nota subito è fra lo stack di partenza di un torneo Europeo e uno Americano. In Italia nei tornei si parte molto “deep” per poi arrivare al momento importante dove i soldi contano con 20, 25, 30 bui, dove quindi le tue capacità contano meno e conta molto di più la fortuna, mentre qui in America succede tutto al contrario, hai bisogno di far crescere il tuo stack nei primi livelli per poi arrivare nelle fasi finali con uno stack che ti permetta di avere margine per poter giocare”
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Sono uno dei fondatori di Poker Italia Web, la voce libera del gioco. Sono nel settore dei giochi dal 2009 e oltre al poker sono appassionato di scommesse sportive, criptovalute e viaggi.