Per chi gioca a poker, Las Vegas, le Wsop, rappresentano il massimo. L’attrazione è troppo forte e questo richiamo Giorgio Silvestrin l’ha perfettamente descritto in una sua personale nota scritta.
Per chi gioca a poker, Las Vegas, le Wsop, rappresentano il massimo. L’attrazione è troppo forte e questo richiamo Giorgio Silvestrin l’ha perfettamente descritto in una sua personale nota scritta.
Per chi gioca a poker, Las Vegas, le Wsop, rappresentano il massimo. L’attrazione è troppo forte e questo richiamo Giorgio Silvestrin l’ha perfettamente descritto in una sua personale nota scritta.
“Perché andare alle WSOP di Las Vegas? mi chiedono spesso…”, inizia la nota che Giorgio Silvestrin, noto anche come ‘SilverSqueeze’, ha scritto su Facebook. La risposta: “Ma che domanda è? Las Vegas è magia… Las Vegas è il sogno proibito… è la metropoli dove un qualsiasi individuo può diventare in una notte un novello miliardario o dove un miliardario, se imbocca il sentiero sbagliato, diventa una persona come te. Las Vegas è la città che conta un numero infinito di casinò aperti h/24 per 365 giorni l’anno. Entri, giochi, perdi ed esci. Se sei fortunato può cambiarti la vita, se sei sfigato (e la maggior parte lo è) sei destinato a uscire senza più nulla per quel maledetto ultimo river”.
“Penso che se Gesù dovesse ritornare sulla Terra per redimerci dei peccati, conoscendo Las Vegas, ci ripenserebbe e ci lascerebbe fare ancora un po’”, spiega ancora Giorgio per rendere più chiara l’idea della sensazione indescrivibile che si prova giocare nella capitale del gioco d’azzardo e non solo. Dopo tutto Giorgio ricorda che “What happenes in vegas stays in vegas (tutto ciò che accade a Vegas resta a Vegas) recita un vecchio detto e, per molti di noi, è meglio così”.
Il resto della nota prosegue cambiando improvvisamente ‘volto’, qui Giorgio Silvestrin diventa più riflessivo. Scava a fondo nei suoi pensieri e si chiede se davvero sia conveniente andare a giocare le Wsop a Las Vegas: “Qui la risposta si fa davvero complessa perché dipende molto più dal lato “sentimentale” della vicenda che non da quello pratico perché, se è vero che non esiste torneo al mondo più bello del main delle wsop, altrettanto vero è che vincere a Las Vegas è estremamente costoso e decisamente in EV-“.
Il problema di questa indecisione sull’andare o meno è l’Italia: “Il nostro Paese tassa le vincite di gioco ottenute in paesi al di fuori dell’Unione Europea con una imposizione che sfiora il 50%, senza oltretutto tenere conto delle spese sostenute per i buy-in, il viaggio e per il soggiorno a Vegas, ed è una vera follia considerando che andarci ha un costo di svariate migliaia di dollari”.
Ma giocare le World Series of Poker non ha eguali: “Certo so bene che partecipare alle WSOP è il sogno di ogni giocatore. Vincere un braccialetto nella capitale del peccato è il vero confine tra realtà e leggenda. Ogni anno, infatti, preparando la mia valigia carica di sogni e speranze, pensavo sempre alla ‘poesia’ di questo gioco che ti fa assomigliare ad un gladiatore pronto a scendere nell’arena, con la consapevolezza che lì ci sono i migliori giocatori al mondo e che uno solo sarà il vincitore, perché nel poker non c’è posto per i perdenti, e mi preparavo con determinazione alla sfida senza paura e con orgoglio di poterci essere”.
E allora Giorgio Silvestrin questa volta non ci sarà? “Il costo di questo sogno è davvero alto. La passione, la gloria e la voglia di fare hanno un costo notevole che si chiama Stato ed è forse per questo che quest’anno non andrò a Las Vegas o forse no… e alla fine, come sempre, farò la valigia, con in mano il mio biglietto d’aereo Venezia/Londra/Las Vegas. Verrò attirato dal profumo della capitale del vizio che sarà, come sempre, troppo forte ed irresistibile”. Dunque a quanto pare la valigia è già pronta (forse), good luck SilverSqueeze.