Wsop 2016: fallimento Italia, la peggiore spedizione azzurra degli ultimi anni!

Alla vigilia di queste Wsop 2016 c’era tanto ottimismo, sia fra i giocatori sia fra chi poi ha seguito i nostri campioni da casa, ma alla fine i risultati ottenuti non sono stati quelli sperati.

Alla vigilia di queste Wsop 2016 c’era tanto ottimismo, sia fra i giocatori sia fra chi poi ha seguito i nostri campioni da casa, ma alla fine i risultati ottenuti non sono stati quelli sperati.

 

Questa è stata la peggiore spedizione azzurra degli ultimi. L’Italia del poker ha fallito su tutti i fronti. Nessuna vittoria. Male al Main Event. Peggior ‘incasso’ di sempre dal 2009. I nostri azzurri hanno infatti chiuso al 16esimo posto nella classifica ‘Countries by Earnings’, con solo $1,317,565 messi in cassa.

 

Ora facciamo un tuffo nel passato e torniamo a dieci anni fa, all’anno 2006. Qui l’Italia, grazie al talento di Max Pescatori, vinceva il suo primo braccialetto. Quell’anno si concluso appunto con quell’acuto del Pirata da ben $682,389, e chiudemmo ottavi nella classifica ‘Countries by Earnings’ con $742,946. Un risultato ottenuto con soli 6 ITM. Ovviamente erano altri tempi e i nostri connazionali alla conquista di Las Vegas si potevano ancora contare sulle dita di una mano.

 

Passiamo al 2007. Qui gli ITM in un solo anno sono raddoppiati, dai 6 del 2006 ai 14 del 2007. Tuttavia, nonostante ciò, le vincite portate a casa sono state solo $257,201. Zero ovviamente i titoli vinti, anche se alle Wsop Europe il nostro Dario Alioto vinceva il suo primo ed unico braccialetto. Anno 2008. L’interesse verso il poker in Italia sta iniziando a crescere e c’è un ragazzino di nome Dario Minieri che vince il suo primo braccialetto Wsop, nell’anno in cui Max Pescatori porta a casa il suo secondo titolo. Dovranno poi passare sette anni per vedere l’Italia vincere nuovamente due titoli Wsop in un solo anno. Il 2008 si chiude comunque con 23 ITM, 2 braccialetti e $1,396,517 incassati (ottavi in classifica ‘Countries by Earnings’).

 

Il 2009 non è certo un anno che si ricorda con piacere, dato che nonostante i 23 ITM nuovamente portati a casa, l’incasso della spedizione azzurra di sette anni fa è stato solo di $470,754. Ovviamente un anno concluso con zero braccialetti. Zero titoli anche nel 2010, ma… questo è l’anno di Filippo Candio. Per la prima volta nella nostra storia un giocatore azzurro approda al tavolo finale. Filippo è il primo November Nine italiano. Un’avventura quella del cagliaritano terminata al quarto posto per $3,092,545. L’Italia infatti nel 2010 chiude con un bottino di $4,705,316. In più, sempre più italiani viaggiano ogni estate verso Las Vegas e non a casa nel 2010 le bandierine conquistate sono state 63.

Max Pescatori (2015)E arriviamo al 2011, che si chiude senza titoli e senza un November Nine, e ovviamente chiudiamo con la stagione con vincite pari a $1,555,985. Tuttavia gli ITM sono sempre in crescita e il 2011 regalò agli azzurri 76 bandierine. Nel 2012 torniamo ad esultare per una vittoria, quella di Rocco Palumbo. Un trionfo da $464,464. Assieme alla vittoria, gli ITM continuano a crescere, salendo a 81, mentre le vincite, senza un November Nine, sono per forza di cose scese a $1,421,459.

 

Anno 2013. Nonostante nessun titolo, le vincite sono superiore all’anno precedente, $1,905,030, così come i piazzamenti ITM, 89. Ormai la comunità pokeristica italiani è sempre più in crescita, grazie anche all’online. Nel 2014 c’è infatti un nuovo campione italiano, Davide Suriano, che vince braccialetto e un premio da $335,553. Si torna alla vittoria ma concludiamo l’anno con 73 ITM e $1,564,375.

 

Passiamo al 2015, l’anno più bello. Max Pescatori vince infatti ben due braccialetti Wsop e Federico Butteroni è il secondo azzurro a centrare il tavolo finale del Main Event, dove uscirà in ottava piazza. Un anno, quello scorso, chiuso con un bottino di $2,732,160 e 108 ITM. E torniamo dunque così al 2016 e ai suoi zero braccialetti e $1,317,565 lordi vinti dai nostri azzurri. L’unica nota positiva potrebbero essere le 135 bandierine portate a casa, ma se consideriamo che quest’anno il 15% e non il solito 10% andava ITM, beh, non c’è da esultare nemmeno per i piazzamenti ottenuti. Comunque, c’è sempre da considerare quel fattore fortuna, che se manca, ti porta a chiudere una stagione in modo fallimentare.

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