Come tutti sappiamo si sta avvicinando la fine del mondo. O quantomeno questo è quello che qualcuno ha teorizzato, attribuendo erroneamente tale previsione agli studi della civiltà Maya di tremila anni fa. Secondo tali interpretazioni mancano solo pochi giorni di vita al nostro pianeta.
E se i Maya avessero ragione? O meglio, se tale interpretazione non fosse sbagliata, come hanno decretato tutti gli studiosi delle civiltà antiche ed in particolare proprio di coloro che popolarono l'America Centrale dal 1.500 avanti Cristo fino a circa il 300 dopo Cristo, e il 21 dicembre prossimo venturo venisse davvero la fine del mondo?
Beh, se così fosse in molti si preoccuperebbero di vivere intensamente gli ultimi giorni di vita. C'è invece chi punta a diventare SuperNova Elite di PokerStars entra tale data come atto finale della propria vita. È il caso di Randy Lew, meglio noto con il nick di Nanonoko e già membro del Team Pro Online di PokerStars.
Attualmente Randy ha raggiunto lo stato di SuperNova sulla poker room dalla picca rossa. Ma non è abbastanza per lui che vuole confermarsi con lo statu maggiore possibile. È quindi determinato a raggiungere tale traguardo prima della fatidica data profetizzata dai Maya come fine di un ciclo, e da tanti tradotto come fine del mondo stesso, per mano di un invasione aliena o a causa della caduta di un asteroide che sconvolgerebbe l'ecosistema del nostro pianeta. Ma queste ipotesi non preoccupano Randy, troppo impegnato a completare il 1.000.000 di VVP necessari.
Così il simpatico player statunitense, di origini orientali, ha postato su YouTube il un video con il conto alla rovescia, tenendo conto di giorni, ore, minuti e secondi mancanti dalla fatidica data. A lui mancano oltre 73.000 VPP per diventare SNE di PokerStars, e siamo sicuri riuscirà nel suo intento per la data stabilita, vista la sua grossa abilità a multitablare in maniera selvaggia.
Se poi il 21 dicembre il mondo dovesse davvero finire, allora quella di Lew sarebbe stata una corsa inutile. Ma di certo non si può dire che egli non abbia trascorso gli ultimi giorni di vita a fare ciò che gli riesce meglio e che, probabilmente, più gli piace. Potremo dire altrettanto di noi? chi lo sa?! Intanto auguriamo un grosso in bocca al lupo a Rendy Lew per la sua corsa contro i Maya. Per tutto il resto è proprio il caso di dire “chi vivrà, vedrà”.
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