L'ultima frontiera del cheating sarebbero i cosiddetti attacchi DoS, Denial of Service. In pratica si forza il computer altrui a perdere la connessione, permettendo al malintenzionato di portarsi facilmente a casa un ipotetico piatto grosso.
L'ultima frontiera del cheating sarebbero i cosiddetti attacchi DoS, Denial of Service. In pratica si forza il computer altrui a perdere la connessione, permettendo al malintenzionato di portarsi facilmente a casa un ipotetico piatto grosso.
L'ultima frontiera del cheating sarebbero i cosiddetti attacchi DoS, Denial of Service. In pratica si forza il computer altrui a perdere la connessione, permettendo al malintenzionato di portarsi facilmente a casa un ipotetico piatto grosso.
Sembra fantascienza, ma non lo è. Almeno stando a un topic che nelle scorse settimane ha ottenuto parecchi riscontri sul famoso forum di Two Plus Two. Parliamo dei cosiddetti attacchi DoS (Denial of Service), che disabilitando temporaneamente la connessione Internet altrui permettono a un giocatore di godere di un enorme vantaggio in un punto critico di un piatto durante una partita di cash game, o magari di rubare parecchi bui in un heads-up.
A una prima occhiata potrebbe sembrare la classica paranoia del giocatore di poker online perdente. In realtà, molti utenti hanno segnalato gli stessi account che avrebbero beneficiato ripetutamente di queste strane disconnessioni, oltre ad avere win-rate insolitamente alti. Il discorso regge soprattutto se si pensa che questo genere di attacchi stanno diventando sempre più famosi anche inaltri ambiti del gaming online.
Solitamente, gli attacchi DoS avvengono su larga scala, magari contro banche, portafogli elettronici e altri siti del genere, sia per motivi ideologici (pensiamo agli attacchi di Anonymous) sia per truffe vere e proprie. Un attacco DoS non fa altro che inondare il computer con un traffico enorme di dati in entrata, in modo che i server non riescano a gestire le varie richieste. I DDoS (Distributed Denial of Service) di solito usano più macchine, conosciute come botnet, con effetti devastanti e disconnessioni che durano ore e a volte giorni.
Ma l'utilizzo di questa tecnica non deve per forza essere circoscritta ai siti web. Supponendo che l'indirizzo IP di un individuo sia noto, tecniche simili possono essere utilizzate per sovraccaricare la connessione Internet casalinga. Se un router viene inondato da pacchetti TCP o UDP in entrata, la connessione viene semplicemente meno.
Una cosa del genere è possibile solo se il malintenzionato conosce l'indirizzo IP della vittima, e tale indirizzo può essere associato al relativo nickname su una data poker room. Occhio a usare Skype, perché pare abbia una falla che espone l'indirizzo IP quando siete connessi. In questo caso basta conoscere lo username di Skype di una persona – anche se non è tra gli amici – per arrivare a scoprirne l'indirizzo IP. Occhio anche a frequentare forum di cui non vi fidate completamente, perché i moderatori, come è noto, possono risalire facilmente all'indirizzo IP degli utenti.