Vanessa Rousso: “Ecco la mano che mi tormenta da sei anni”

Tutti i giocatori di poker prima o poi si trovano a giocare una mano maledetta che ricorderanno poi per anni. Vanessa Rousso ci racconta la sua mano incriminata, giocata online, che risale addirittura alle WCOOP del 2007.

Tutti i giocatori di poker prima o poi si trovano a giocare una mano maledetta che ricorderanno poi per anni. Vanessa Rousso ci racconta la sua mano incriminata, giocata online, che risale addirittura alle WCOOP del 2007.

 

Vi è mai capitato di perdere una mano e di ricordarla per anni con rimpianto? Se siete dei giocatori di poker e avete avuto la fortuna di arrivare vicini ad un traguardo importante, allora probabilmente sì. La mia ad esempio risale a quasi tre anni fa, ma non vi parlerò di questa, bensì di quella di Vanessa Rousso. La bionda pro americana ha raccontato per filo e per segno sul blog di PokerStars uno spot che la tormenta da ben sei anni!

 

Non si tratta di una mano giocata live, ma online. Dobbiamo tornare indietro alle WCOOP 2007… In quel Main Event la Rousso arrivò seconda vincendo più di 700mila dollari! Un premio ricchissimo, ma Vanessa ha ancora si mangia le mani pensando che sarebbe potuta arrivare prima. Probabilmente avrebbe voluto mettere quel titoli in bacheca, visto che adora i tornei online con le strutture molto teniche.

 

Vanessa racconta nel blog di aver giocato un grande torneo, con uno stile molto aggressivo. Alla fine però si verificato il fattaccio, proprio sul più bello, nell’epilogo dell’heads-up contro Ka$ino. Vanessa chiama un miniraise per difendere il buio con 6-3 suited a fiori. Il flop è 10-6-3 rainbow. Vanessa fa check/call. Il turn è un 7 di picche che apre un possibile progetto a colore. Vanessa checka pronta a fare raise, ma l’oppo checka dietro.

 

Al river scende un J di picche. Vanessa stavolta punta e l’oppo va in all-in! Vanessa chiama spiegando che oppo poteva avere un range molto ampio e essere in bluff. Invece Ka$ino già 9-2 di picche per il colore runner-runner… Vanessa a mente fredda dice che avrebbe dovuto insospettirsi per quel check al turn e non fare call al river. L’avversario doveva aver hittato qualcosa o chiuso colore.

 

Naturalmente è facile fare ragionamenti con la mente lucida, ma in un torneo del genere si arriva a giocarsi cifre importantissime dopo infinite ore di gioco. Non è facile esprimere il miglior poker possibile in simili condizioni… Complimenti comunque alla Rousso, se non altro per l’ottima memoria pokeristica…

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