I francesi preferiscono giocare a poker online nelle sale.com

Non sono solo gli italiani a volere una liquidità internazionale. Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio francese il 23,5% dei giocatori di poker online non rispetta i limiti imposti dall’Arjel e preferisce giocare sui siti.com.

Non sono solo gli italiani a volere una liquidità internazionale. Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio francese il 23,5% dei giocatori di poker online non rispetta i limiti imposti dall’Arjel e preferisce giocare sui siti.com.

 

La motivazione è ovvia, la voglia di confrontarsi con un bacino d’utenza notevolmente più grande e quindi la possibilità di partecipare ad eventi molto più interessanti con premi nettamente migliori. A confermarlo è l’autorevole Osservatorio dei giochi d’oltralpe che ha registrato dei dati più che preoccupanti per una problematica mai risolta e che purtroppo ha portato anche alle dimissioni di Jean François Vilotte, oramai ex presidente dell’Arjel.

Tra le motivazioni di questa continua migrazione sui cosidetti siti illegali anche la tassazione elevata che prevede, per quando riguarda il poker cash game, una trattenuta del 2% Europa unita nel poker online? Soltanto un sogno!su ogni piatto, pari a una media del 37% sul profitto delle poker room online.

 

Praticamente le stesse problematiche riscontrate dai giocatori italiani che da diversi mesi invocano la tanto agognata liquidità internazionale per uniformare un mercato altrimenti destinato a precipitare.

Nonostante quest’ultimo studio e però assodato che la Francia non parteciperà a nessuna iniziativa in tal genere, visto che è ufficiale il diniego dell’Arjel e del Governo stesso ad un mercato comune con Italia e Spagna. Il Parlamento francese ha infatti respinto con parere sfavorevole la proposta che voleva abbassare le tasse sul poker online per aprirsi poi ad un mercato internazionale.

 

Ancora una volta, i pareri dei politici si sono rivelati diametralmente opposti alle aspettative dei giocatori. Un pò la stessa storia che si vive in Italia.

 

Intanto i network del poker online si svuotano con i tornei che nel 70% dei casi non riescono nemmeno a centrare i garantiti e con i tavoli del poker cash game sempre meno frequentati. Una situazione drammatica che secondo i politici è una naturale conseguenza di un gioco definito ormai ‘fuori moda’.

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