A quanto pare la notizia della presunta vendita del colosso austro-inglese del gioco, bwin.party, aveva più di un fondamento. Tanto è vero che ora spunta anche la Playtech quale possibile acquirente.
A quanto pare la notizia della presunta vendita del colosso austro-inglese del gioco, bwin.party, aveva più di un fondamento. Tanto è vero che ora spunta anche la Playtech quale possibile acquirente.
A quanto pare la notizia della presunta vendita del colosso austro-inglese del gioco, bwin.party, aveva più di un fondamento. Tanto è vero che ora spunta anche la Playtech quale possibile acquirente.
Sembra stia per nascere una sorta di asta tra la Playtech e la Amaya Gaming per l’acquisizione di bwin.party. Solo ieri si parlava della probabile offerta da parte della ditta canadese, già acquirente in passato di PokerStars e Full Tilt Poker. Notizia non confermata, ma nemmeno smentita, da nessuna delle due parti citate.
Ora, secondo le ultime indiscrezioni, ci sarebbe anche un altra società interessata all’acquisto, oltre la Amaya. Infatti anche la Playtech, la ditta facente capo al gruppo iPoker, sarebbe interessata all’acquisto.
Anzi, secondo fonti ben informate, sarebbe proprio la Playtech ad essere in vantaggio sul possibile acquisto. Infatti qualcuno ha collegato il fatto che la ditta londinese ha annunciato proprio nella giornata di mercoledì un operazione di cassa della cifra di $315 milioni. Più precisamente una “war chest“, definizione questa che indica una riserva di denaro messo da parte per sfruttare un’opportunità inaspettata, come l’acquisizione di altre società.
Collegando questa operazione al comunicato diramato dalla bwin.party per rispondere ai rumors di una possibile vendita, nel quale hanno indicato di aver ricevuto un offerta ma senza indicare l’identità dell’offerente, la nube si dirada.
Non solo l’Amaya quindi. O meglio, la società con sede in Gibilterra potrebbe anche non essere mai stato un obiettivo reale per la ditta canadese. In questo caso il cerchio si chiuderebbe intorno alla Playtech, che andrebbe così a creare una degna concorrente per quanto riguarda il mercato del poker online, e dei giochi in generale, alla proprietaria di PokerStars.