In rete è stato pubblicato un interessante documentario che indaga nel mondo del poker online. L’autore Craig Wilkie ha voluto girare l’Europa per ascoltare le testimonianze di giovani grinder che sono riusciti a fare del gioco un vero lavoro.
In rete è stato pubblicato un interessante documentario che indaga nel mondo del poker online. L’autore Craig Wilkie ha voluto girare l’Europa per ascoltare le testimonianze di giovani grinder che sono riusciti a fare del gioco un vero lavoro.
In rete è stato pubblicato un interessante documentario che indaga nel mondo del poker online. L’autore Craig Wilkie ha voluto girare l’Europa per ascoltare le testimonianze di giovani grinder che sono riusciti a fare del gioco un vero lavoro.
Carte e tastiere. È questo il titolo di un cortometraggio pubblicato su YouTube dall’inglese Craig Wilkie e da Keiran McGowan. La voce narrante di Jack Haggerty ci guida in giro per il vecchio continente alla ricerca di giovani grinder dell’online che raccontano le loro storie professionali. Ci si sposta dalla Scozia a Malta, passando anche per Londra e Amsterdam. Ne viene fuori un bel quadro di un mondo molto particolare e in continua evoluzione…
Il primo a parlare è il giovane Steven Wilkie, ventenne così come Linus Loeliger. Lo svizzero, che gioca online con il nick ‘LLinusLove’, si dilunga nel raccontare la sua interessante storia. Ha deciso di spostarsi da Londra all’isola di Malta, dove risiedono tanti grinder come lui. Linus dice che “è difficile entrare nel mondo del poker, ma con costanza e impegno si può fare“.
Sul futuro cosa pensa? Che sarà più difficile ma non impossibile: “Grazie a internet il giocatore medio migliora ma io penso che il poker durerà comunque a lungo e che tra 10 anni farò ancora il poker pro. Mi piace lavorare in maniera libera e indipendente, viaggiare giocando dove e quando voglio“.
Tocca poi allo scozzese Dean Lyall narrare la sua storia. Lui, a differenza di tanti altri, è legato alla sua terra e ha deciso di non spostarsi per lavoro. Vi lasciamo direttamente al video che potete trovare qui appena sotto l’articolo. Se masticate un po’ di inglese, dategli un’occhiata. Buona visione.
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