Adesso è ufficiale! PokerStars.fr ha deciso di chiudere, a partire da lunedì 13 febbraio, ai giocatori non residenti in Francia. Una scelta forse presa in vista del probabile arrivo della liquidità condivisa.
Adesso è ufficiale! PokerStars.fr ha deciso di chiudere, a partire da lunedì 13 febbraio, ai giocatori non residenti in Francia. Una scelta forse presa in vista del probabile arrivo della liquidità condivisa.
Adesso è ufficiale! PokerStars.fr ha deciso di chiudere, a partire da lunedì 13 febbraio, ai giocatori non residenti in Francia. Una scelta forse presa in vista del probabile arrivo della liquidità condivisa.
Alla fine le voci si sono dimostrate fondate. PokerStars.fr ha annunciato, attraverso i propri canali ufficiali, che dal 13 febbraio non sarà più possibile giocare sulla sala per i player non residenti in Francia. Una mossa che, secondo molti, potrebbe essere arrivata per preparare la strada alla liquidità condivisa con Italia, Spagna e probabilmente Portogallo.
Ma non solo questo, secondo alcuni portali francesi la poker room con la picca rossa avrebbe optato per questa decisione con l’obiettivo di mettere la parola fine al continuo arrivo di grinder professionisti da nazioni come il Canada e gli Stati Uniti d’America.
Negli ultimi mesi era infatti cresciuto il numero dei pro che, prendendo residenza in uno dei paesi europei, si erano iscritti sulla sala creando un serio scompenso negli equilibri del field.
Un diverso modo di leggere quanto successo, che forse trova conferme nelle parole di uno dei portavoce di PokerStars.fr: “L’obiettivo è innanzitutto di mantenere una rete quasi identica a quella esistente, offrendo garanzie più alte ai nostri giocatori. In questo senso i buy in per i tornei più costosi verrà leggermente abbassato per adattarlo alla vita dei residenti in Francia. Poi rivaluteremo il tutto in funzione dei risultati ottenuti!“
Una cosa è certa, PokerStars.fr si avvia ad un ridimensionamento sia nel numero dei giocatori che nei montepremi garantiti. Un problema che rispecchia quanto sta succedendo nel mercato online transalpino, impegnato a superare una pesante crisi come quella in cui versa anche l’online made in Italy.
La soluzione al problema potrebbe essere proprio la liquidità condivisa ed è su questo che, a quanto pare, si punta sempre con più convinzione. Adesso non resta che attendere la prossima mossa, intanto i grinder ‘internazionali’ che tanto puntavano sul mercato francese devono dire addio e volare su altri lidi.
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Da anni sono appassionato di poker sia live che online e mi diverto a scrivere di texas hold’em. Mi piace viaggiare, leggere e giocare a calcio.