L’ex presidente di Gioco Digitale: “Gli occasionali dopo aver perso soldi contro i grinder hanno spostato la curiosità altrove!”

E’ tornato a parlare di poker online Carlo Gualandri. L’ex presidente di Gioco Digitale ha analizzato le cause che, secondo lui, hanno portato ad una crisi così profonda dell’intero mercato.

E’ tornato a parlare di poker online Carlo Gualandri. L’ex presidente di Gioco Digitale ha analizzato le cause che, secondo lui, hanno portato ad una crisi così profonda dell’intero mercato.

 

Arriva un interessante spunto di discussione dalle ultime dichiarazioni rilasciate da Carlo Gualandri. L’ex presidente di Gioco Digitale, la società che che per prima propose in Italia il poker online, ha analizzato la crisi del settore partendo praticamente dal 2 settembre del 2008, quando si gioco proprio su GDpoker la prima partita, fino ai giorni nostri…  

Una delle grandi fortune del poker online nella versione a torneo è stata il fatto di aver catturato nella prima fase l’attenzione sia dei gambler puri, sia dei giocatori che cercavano puro entertainment in un gioco d’abilità. Gli operatori che si sono affacciati a questo settore hanno quindi vissuto un’esplosione rapida del mercato.

Ai tempi di Gioco Digitale ce lo aspettavamo, così come sapevamo che con l’introduzione del cash game i tornei di poker online ‘.it’ avrebbero vissuto quella fase di normalizzazione del mercato che già si era vista in altre realtà europee e mondiali.

Da allora è cambiato tanto, quello che non mi aspettavo è stata la crisi così forte vissuta del settore e il fatto che il gioco si sia concentrato su così poche poker room. Va detto che tutto questo è successo dopo la mia decisione di puntare su altri business e non avendo vissuto questa fase del mercato non posso comprendere del tutto i meccanismi che hanno portato a questa situazione.

Poker online, che succederà?
Poker online, che succederà?

Aggiungo che rispetto al 2008 oggi ci sono molte alternative social per cercare entertainment (online e soprattutto mobile) e molti giocatori casual, anche dopo aver perso qualche soldo contro i grinder professionisti, hanno spostato la curiosità altrove.

Un’analisi, quella che Gualandri ha rilasciato ad Agimeg, che pur essendo non completa, per i motivi che lui stesso ha descritto, evidenzia come il vero problema del poker online sia oggi la mancanza di giocatori occasionali. Un’assenza che speriamo la liquidità condivisa, prevista per la fine dell’anno, possa attenuare con l’apertura dei confini a francesi, spagnoli e portoghesi!

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