Che fine ha fatto la liquidità condivisa del poker online italiano?

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Ritorno dopo tanti mesi a scrivere un editoriale su PIW e voglio affrontare uno dei temi che ha bloccato lo sviluppo del poker online in Italia. Ovvero la mancata partenza della liquidità condivisa con Francia, Spagna e Portogallo.

Perchè non è mai partita la liquidità condivisa in Italia?

Era il 6 luglio del 2017 quando a Roma fu siglato l’accordo sulla liquidità condivisa tra Italia, Francia e Spagna per quel che concerne il poker online.

L’auspicio era quello di dare il via alle prime partite di poker online condivise tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018.

Purtroppo però per noi, l’Italia non ha mai tenuto fede all’accordo firmato e la liquidità condivisa è stata attuata solo tra Francia e Spagna e successivamente si è aggiunto anche il Portogallo.

Tutti si chiedono perchè l’Italia non abbia mai aderito a questo accordo, se è stato firmato proprio nel nostro paese?

Se lo chiede anche Isabelle Falque-Pierottin presidente di Anj, l’ente francese di regolamentazione dei giochi che intervistata dai colleghi di GiocoNews qualche mese fa ha dichiarato:

“La liquidità internazionale è un esperienza di successo e ci piacerebbe proprio sapere che fine ha fatto l’Italia. Stiamo ancora aspettando l’adesione da parte del vostro mercato e saremo di certo felici di poter avere con noi anche i giocatori italiani”.

Sareste favorevoli all’avvio della liquidità condivisa?

Chi o cosa ha impedito l’ingresso del nostro paese?

Non c’è sicuramente un solo colpevole sul voltafaccia italiano alla liquidità condivisa del poker online.

Sicuramente il passato governo, con l’introduzione del Decreto Dignità e con un clima certo non favorevole al gioco d’azzardo non ha certo “spinto” per far rispettare i termini dell’accordo.

Ma sicuro non è il solo “colpevole”. Personalmente penso che lo stop sia dovuto anche a problematiche “interne” italiane, dovuto anche all’opposizione di diversi marchi da gioco, che non vedevano positivamente, la creazione di un unico mercato di poker online europeo condiviso.

Credo anche che il “vantaggio” dell’unione di 4 mercati (Italia, Francia, Spagna e Portogallo) sia fondamentale per lo sviluppo del poker online italiano e non solo.

Aprire il mercato potrebbe rilanciare il poker online?

La risposta è assolutamente positiva sia per il poker online a tornei. Credo sia evidente a tutti che più giocatori si iscrivono ai tornei e più i montepremi possono crescere rilanciando anche l’interesse dei giocatori occasionali, ovvero quella tipologia di giocatori che giocano magari questo tipo di tornei per divertimento e per la possibilità di vincere premi in denaro di valore.

Ma a trarne vantaggio sarebbero anche i Sit&Go perchè ci sarebbero molti più giocatori ai tavoli e il poker cash.

Il poker ha bisogno della liquidità condivisa per poter tornare ad essere un prodotto su cui anche le stesse sale possano investire.

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