AAMS collaborerà con Arjel. Italia e Francia si avvicinano

La prima fase per l’attribuzione delle nuove licenze relative al gioco online si è conclusa, con successo, il 31 dicembre scorso. Delle nuove cinquanta concessioni già trentadue sono state assegnate e i ricavi per lo stato italiano sono calcolati attorno ai 16 milioni di euro sul lungo periodo. 

La prima fase per l’attribuzione delle nuove licenze relative al gioco online si è conclusa, con successo, il 31 dicembre scorso. Delle nuove cinquanta concessioni già trentadue sono state assegnate e i ricavi per lo stato italiano sono calcolati attorno ai 16 milioni di euro sul lungo periodo. 

Un risultato ben oltre le aspettative vista la stagnazione economica, che va a dimostrare come il mercato del gambling sia sempre al centro degli interessi degli investitori. Per quanto riguarda l’assegnazione delle ulteriori diciotto licenze rimaste senza acquirente è possibile la riapertura di una finestra per consentire le trattative, anche se non nell’immediato.
 

È stato Francesco Rodano a rivelare questi dati durante l’intervento tenuto nel corso del Legal Gaming Summit di Londra. «Il bilancio del primo periodo di selezione (nove mesi, ndr) è molto positivo», conferma il responsabile per il gioco online di AAMS prima di annunciare ulteriori novità per il gaming italiano grazie all’introduzione di un nuovo Bingo — nel quale le diverse società avranno la possibilità di gestire autonomamente il proprio RNG (Random Number Generation) — e di un accordo di collaborazione con Arjel, l’ente regolatore francese. «Francia e Italia non possono regolamentare da soli il gioco online,» spiega Rodano, «Ma possono cooperare. Stiamo scrivendo una lista degli operatori che esercitano in entrambi i paesi, per scambiarsi informazioni sui concessionari inadempienti. Per una liquidità comune su poker e skill games, invece, è necessario modificare la legge francese e sono quindi necessari tempi lunghi». Incalzato sulla possibilità di creare una liquidità internazionale in tempi brevi Francesco Rodano si è espresso negativamente motivando tale chiusura spiegando come «Alcuni paesi sono privi di una regolamentazione o adottano standard normativi incompatibili con quelli degli altri Stati membri».
 

Molta carne al fuoco dunque, ma anche tanti spunti di riflessione. Su tutti, ovviamente, le perplessità legate alla sempre crescente frammentazione del mercato, problema acuito dalla nuova distribuzione di licenze. Sembra infatti che si cerchi di ignorare, o comunque non accogliere, il dato di fatto più importante, ovvero il bacino d’utenza, che almeno per quanto riguarda il mercato italiano è ben lungi dall’essere infinito. Ottima invece la collaborazione con Arjel che, specialmente per quanto riguarda il poker, speriamo possa portare a un abbattimento di qualche confine, se non proprio di quelli europei. Unire Italia e Francia anche ai tavoli online, pur rimanendo un’ipotesi lontana dall’attuazione, sarebbe già un ottimo passo verso al creazione del tanto anelato poker.eu.

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