Erion Islamay ci spiega il livello di pensiero

Dal blog del bravo giocatore triestino Erion Islamay, membro del Team Pro Gdpoker, un'interessante articolo riguardante il livello di pensiero dei giocatori al tavolo e l'importanza di capirne i procedimenti. Erion racconta una sua mano giocata al recente WPT Venezia.

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Dal blog del bravo giocatore triestino Erion Islamay, membro del Team Pro Gdpoker, un'interessante articolo riguardante il livello di pensiero dei giocatori al tavolo e l'importanza di capirne i procedimenti. Erion racconta una sua mano giocata al recente WPT Venezia.

 

Il livello di pensiero è un'arma che solo i giocatori veramente bravi sanno usare adeguatamente. E che permette loro di vincere piatti che i giocatori meno abili difficilmente vincono. Il celebre pro triestino, membro del GDpoker Team, analizza il livello di pensiero per rendere il tutto più semplice ai lettori. “Tempo fa, leggendo un articolo di Brian Hastings, uno dei più forti cash player online, rimasi colpito da una sua osservazione: “Dopo aver assimilato l’importanza della valuebet, il passo successivo nel diventare un ottimo giocatore, è quello di riuscire a ripercorrere l’intera mano secondo il livello di pensiero dell’avversario. Cercare di vedere il board dal suo punto di vista dentro la sua mente, e quindi individuare i giusti importi che quel livello di pensiero può pagare o foldare.” Un concetto molto complesso che richiede esperienza e sicurezza dei propri mezzi.

 

Quindi Erion decide di fare un esempio pratica, raccontando una mano giocata al WPT di Venezia e nel quale è riuscito a farsi pagare dal proprio avversario un buon piatto proprio grazie alla capacità di carpire il livello di pensiero dell'altro giocatore. “Ci troviamo al Main Event del WPT di Venezia. Blind 100-200.Decido di rilanciare 525 da UTG+1 con AQ. Ricevo un call da parte dello SB. Dopo quasi 3 ore di history, posso affermare che il giocatore in questione è un buon player, tendenzialmente Loose-aggressive. La mia immagine percepita è più o meno equivalente. Flop: 9 3 3 rainbow. Pot 1250, stacks 30k. Dopo il check del mio avversario, opto per una continuation bet standard di 825. Lui decide di fare call. Turn 8. Check per entrambi. River A. Lui fa nuovamente check. Pot di 2900. Che fare?


Ripercorriamo l’intera mano: il suo range di call fuori posizione preflop probabilmente varia da suited connectors, A-x suited, 22+ fino a JJ, A10+. Dopo l’azione sul flop le cose cambiano. Le combinazioni di mani che può avere scendono a 22+ fino a JJ, A3s,A-9, 98,97,9T,9J. Il suo check al river è fondamentale: le possibilità che il mio avversario non punti con full o poker sono remote, in quanto l’asso aiuta buona parte del mio range da cui potrebbe estrarre valore. Per cui la maggior parte delle volte la sua mano diventa “face up” ai miei occhi, nel senso che è facile individuare la sua mano in una coppia compresa tra 44 e JJ,o 9-x. Certamente non posso escludere che si sia messo appositamente in check-raise col nuts al river, aspettando il mio bet, ma credo che non avesse sufficienti informazioni per stabilire la frequenza del mio bet in bluff/thin value al river, per cui a mio parere sarebbe uscito puntando.

 

Erion IslamayA questo punto bisogna individuare l’importo giusto che la parte debole del suo range possa pagare al river, in base al suo livello di pensiero. Per fare ciò è necessario ragionare innanzitutto sulla propria immagine, sulle informazioni che ho dato al tavolo fino a quel momento. Il mio gioco è stato tendenzialmente aggressivo preflop, e ho avuto la fortuna di arrivare a pochissimi showdown, dando quindi pochi punti di riferimento. Questa mano quindi sarebbe un ottima situazione per lui in cui bluff-catchare guadagnando informazioni utili per l’immediato futuro.

 

 

Scegliendo una size molto grande, diciamo di 2500, posso indurlo a pensare che non voglia essere pagato in quanto non ho showdown value. Le domande che dovrebbe porsi sono: “Se ha veramente migliorato al river, perché puntare in questo modo? Perché non scegliere una size diversa che teoricamente pagherei più volentieri? Sta forse cercando di rappresentare l’asso, con una size elevata, perchè la mia mano è face up?”. Il mio avversario dovrebbe entrare in “trip”. Potrebbe attribuirmi Q/J high, col quale non posso arrivare allo showdown, e abbia scelto di sfruttare quello scary river per farlo foldare. Il mio avversario chiama, e getta le carte. In ogni caso ha ottenuto le informazioni che voleva, ma almeno le ha pagate più del dovuto.”

 

Islamay chiude quindi questo suo interessantissimo articolo con delle considerazioni da tener sempre presente: “Il processo logico che sta alla base di questa mano è l’individuare il livello di pensiero dell’avversario, capire le sue potenzialità e i ragionamenti che può fare. Quindi, sfruttarli a proprio favore. “I migliori giocatori al mondo fanno ragionamenti del genere, molto ma molto più complessi, quasi ogni mano, e la loro bravura consiste nel saper prendere i massimi, anche con punti mediocri, facendo leva sui ragionamenti altrui, e sulla propria immagine. Quando si riesce a contemplare la bellezza delle loro mani e dei pensieri che ne stanno alla base, diventa facile capire quanto possa essere “artistico” questo gioco.”

 

Ringraziamo Erion Islamay ed il GDpoker blog, sempre fonte di interessanti spunti di strategia di gioco. 

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