In attesa del lancio per il grande pubblico, Poker Generation sta già facendo parlare di sé e con il botta e risposta tra Marco Polizzi e Fabrizio Crimi, si inaugura la stagione delle “reazioni a caldo”. Ricostruiamo insieme l'accaduto.
In attesa del lancio per il grande pubblico, Poker Generation sta già facendo parlare di sé e con il botta e risposta tra Marco Polizzi e Fabrizio Crimi, si inaugura la stagione delle “reazioni a caldo”. Ricostruiamo insieme l'accaduto.
In attesa del lancio per il grande pubblico, Poker Generation sta già facendo parlare di sé e con il botta e risposta tra Marco Polizzi e Fabrizio Crimi, si inaugura la stagione delle “reazioni a caldo”. Ricostruiamo insieme l'accaduto.
Poker Generation uscirà nelle sale il prossimo 13 aprile ma proprio in questi giorni sono in corso le prime proiezioni per addetti ai lavori e funzionari. Tra questi anche Marco Polizzi, presidente dell'associazione di consumatori Primo consumo, che dopo la visione del film diretto da Gianluca Mingotto ha dichiarato: «Pensiamo di scrivere al ministero dei Beni culturali per chiedere il divieto ai minori di 18 anni, come è vietato il gioco d'azzardo. Non entro sul valore cinematografico, ma il film mostra solo vincenti e può essere un messaggio fuorviante, soprattutto per i minori, i più a rischio con il gioco on-line». La pellicola ha comunque già passato il vaglio della censura ed è stato catalogato tra i film per tutti.
La replica di Fabrizio Crimi, co-produttore del film, non si è fatta attendere: «Noi parliamo specificamente del Texas hold'em, quindi il poker sportivo, che ha molto poco a che fare con il gioco d'azzardo classico, perchè richiede grandi capacità e disciplina. E non raccontiamo che la vita dei protagonisti (interpretati da Andrea Montovoli e Piero Cardano) dipende dal poker, ma che è la loro esperienza di vita a farli vincitori».
Le esternazioni di Polizzi andranno verificate visionando il film, qualcosa si può dire in merito alle dichiarazioni di Crimi. Capisco che da organizzatore tenti di porre una distinzione tra poker sportivo e gioco d’azzardo, ma tale distinzione, usata a discapito del poker cash nelle fasi germinali dell’introduzione del poker in Italia, non ha ormai più alcun significato. Possiamo porre una demarcazione netta fra skill game e gioco d’azzardo, ma è inutile (se non dannoso) continuare a insistere sul cliché del poker sportivo per cercare approvazione fuori dai confini della community. Abbiamo la grande occasione di avere i microfoni della stampa puntati alla bocca, sfruttiamola al meglio per spiegare le nostre ragioni.