Erion Islamay: “Difficile stabilire con certezza se una giocata è giusta”

Stabilire con certezza quanto sia stata corretta o no una giocata è, a volte, davvero complicato. Questo perchè spesso subentrano tanti fattori che possono condizionare la giocata stessa. La pensa così anche il grande Erion 'Erionis' Islamay che ci spiega il suo punto di vista.

Stabilire con certezza quanto sia stata corretta o no una giocata è, a volte, davvero complicato. Questo perchè spesso subentrano tanti fattori che possono condizionare la giocata stessa. La pensa così anche il grande Erion 'Erionis' Islamay che ci spiega il suo punto di vista.


“Il Texas Hold'em è stupendo per svariati motivi, ma la caratteristica che lo rende ancor più affascinante ai miei occhi è sicuramente la difficoltà nel stabilire con certezza se una giocata sia giusta o sbagliata a seconda del contesto e degli innumerevoli fattori di contorno che la compongono. Inoltre è interessante notare come players affermati possano avere opinioni totalmente contrastanti, ovviamente ben supportate da validi considerazioni”.

Erion conferma quello che in realtà è un pensiero molto comune nei giocatori che provengono dal poker live. Il punto è sempre quello alla fine, chi può dire con assoluta certezza di avere giocato una mano in maniera perfetta? Può aiutarci in questo senso una mano giocata dal forte pro del team Gdpoker durante il recente Main Event dell'European Poker Tour giocato nello splendido Casinò di Campione.

“Ci troviamo al day2, blind 400-800 ante 100. Il mio tavolo non è dei migliori, il cutoff apre a 1,8k con 120k di stack (giocatore francese molto 'allegro' che aveva dimostrato fino a quel momento di essere più che competente), Olivier Busquet 3betta da bottone fino 4.000 con 60k dietro. Quest’ultimo lo conosco bene avendo speso parecchio tempo ad analizzarlo quando muovevo i primi passi nel mondo degli HU; lo potrei quasi considerare uno dei miei idoli pokeristici, in quanto è uno dei massimi esponenti mondiali di questa disciplina.

La mia mano è ATs da big blind con uno stack di 28.000 (35 bui) e decido di mettere le mie fiches nel mezzo. Le motivazioni sono le seguenti: l’appertura del CO può essere stimata all’incirca al 30% in questa situazione e la 3bet di un giocatore aggressivo come Busquet da BTN è almeno del 14% in questo spot ( il che significa che in queste posizioni Erion 'Erionis' Islamaye con quegli stack, possiamo mettere dentro al suo range di 3b anche tutte le brodway, A-xs, e suited connectors). Nessuno dei due player ha history con me, per cui posso assumere che verosimilmente il range di risposta alla mia 4bet-all in sarà del 3% (AK,JJ+). Per cui in questo spot godo di enormi fold equity, in quanto il CO folderà 9 volte su 10, mentre il BTN all’incirca 4 volte su 5, permettendomi di vincere un pot da 7k uncontested. Le volte in cui verrò chiamato giocherò al 30% in media. Per cui tenendo conto di un 70% di FE e un 30% di Pot Equity qualora venissi chiamto, la mia giocata risulta +EV se iterassimo questa scelta nel lungo periodo.

Dopo aver trovato AK in mano al bottone ed ssere uscito dal torneo, ho pensato di sottoporre la mano a molti ottimi grinder di MTT che conosco, notando pareri contrastanti: per la precisione su 16 intervistati, in 11 mi hanno risposto con frasi del tipo: 'è un cooler, le mettevo anche io probabilmente con molto meno di AT – la mano è un pò sick ma matematicamente è la scelta più corretta nel long term – è la situazione perfetta in cui farlo, considerando stack in gioco, players e la mancanza di informazioni su di te'.

Mentre in 5 hanno risposto in questo modo: 'E’ un torneo live dove il long term vale fino ad un certo punto – è uno spot troppo marginale per un torneo live come l’EPT di Campione, ma ottimo per un torneo online – è fold categorico, non hai bisogno di mettere 35 blind nel mezzo per vincerne 9, quando siete in 220 left, è un rischio inutile per un guadagno irrisorio: la mossa è corretta ma il momento è sbagliato'.

A prescindere dalla mano in sè, è interessante notare come le opinioni possano differire anche tra players ugualmente vincenti e preparati tecnicamente. Ciò che si può trarre da questa esperienza è la consapevolezza che in questo mondo in costante evoluzione non si finisce mai di imparare, ma sopratutto che non ci si può permettere di non riflettere…”

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