Fabrizio Crimi in difesa di Poker Generation: «Non è un lungo spot»

Dopo giorni di accuse arriva la risposta di Fabrizio Crimi, produttore di Poker Generation. Per l'imprenditore il film non rappresenterebbe un lungo spot pubblicitario e la trama, che dovrebbe essere una storia vera, vuole dare un'immagine pulita del poker texano.

Dopo giorni di accuse arriva la risposta di Fabrizio Crimi, produttore di Poker Generation. Per l'imprenditore il film non rappresenterebbe un lungo spot pubblicitario e la trama, che dovrebbe essere una storia vera, vuole dare un'immagine pulita del poker texano.

«La pellicola, come riscontrabile da una semplice verifica e come peraltro ampiamente illustrato in conferenza stampa, non ha beneficiato di alcun contributo pubblico, confermando in tal senso la scelta di una realizzazione “indipendente”.» Fabrizio Crimi risponde così alle illazioni del senatore PDL Raffaele Lauro che nella mattinata di ieri ha convocato con urgenza un’interrogazione parlamentare per avere delucidazioni in merito dal Governo.
 

Crimi prende parola anche circa le reazioni del mondo politico e quelle delle associazioni consumatori: «Non entriamo nel merito delle valutazioni politiche – che arrivano a più di un anno dall'annuncio della realizzazione del film – ma tuttavia riteniamo che le considerazioni emerse siano frutto di suggestioni basate su “sensazioni” o “sentito dire” prive di riscontro nella trama e nella critica di settore come documenta la rassegna stampa di oggi.»
 

Si discute anche dell’impianto narrativo: «Il film, ispirandosi a una storia vera, vuole dare voce a una comunità pulita di milioni di persone che ogni giorno si divertono anche con un solo euro nel nome di una disciplina sportiva paragonabile al calcio o a qualsiasi altra forma agonistica, diversa da quello stereotipo di “poker da bisca” ovvero quel “gioco d'azzardo” o altre forme compulsive che generano ludopatia. A conferma dell'assoluta buona fede del film destinato a una visione “per tutti” vi è la circostanza che la pellicola ha superato l'esame della commissione censura, di cui fanno parte anche le rappresentanze dell'associazione dei genitori, che nulla ha rilevato a proposito. Ci auguriamo che, nel libero esercizio di un diritto costituzionalmente protetto quale è la libertà di opinione, non trovino spazio polemiche strumentali che coincidono con un momento storico per il settore del gioco.»
 

Resta da capire chi sia l’alter ego reale del protagonista del film (a memoria non ricordo nulla di simile) e quanto la storia sia romanzata. Ma in ogni caso la parola ora spetta al pubblico che, a partire da domani, potrà finalmente dire la sua sul film dopo la visione. 

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