Pubblicita’ sui giochi: dal 2013 potrebbe essere vietata?

Che le mire del Ministro della Sanità Renato Balduzzi fossero atte a limitare la diffusione delle ludopatie lo si sapeva, ma che si volesse colpire il settore dei giochi in maniera così pesante vietando la pubblicita' nessuno se lo sarebbe mai immaginato.

Che le mire del Ministro della Sanità Renato Balduzzi fossero atte a limitare la diffusione delle ludopatie lo si sapeva, ma che si volesse colpire il settore dei giochi in maniera così pesante vietando la pubblicita' nessuno se lo sarebbe mai immaginato.

 

Da gennaio 2013 potrebbe diventare illegale qualsiasi forma di pubblicità a tutti i giochi con in palio vincite in denaro che non rispettino determinati requisiti. Una vera rivoluzione potrebbe colpire il settore dei giochi nella sua totalità. Infatti nel decreto presentato dal ministro Renato Balduzzi, fino a due giorni fa riguardante solo il divieto di spot Televisivi nelle fasce maggiormente a rischio per i minori e interventi atti a prevenire le ludopatie, ora è invece rivolto a tutti i giochi finalizzati ad una vincita in denaro. Di seguito il testo della proposta di legge presentata dal Ministro della Sanità, ed ora in esame del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, riguardante la pubblicità dei giochi:

– Sono vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche e di rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte prevalentemente ai giovani. Sono altresì vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via internet nei quali si evidenzi anche solo uno dei seguenti elementi :

a) incitamento al gioco ovvero esaltazione della sua pratica;

b) presenza di minori;

c) assenza di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco, nonché dell'indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita pubblicate sui siti istituzionali dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, successivamente alla sua incorporazione ai sensi della legislazione vigente, dalla Agenzia delle dogane e dei monopoli, nonché dei singoli concessionari ovvero disponibili presso i punti di raccolta dei giochi.

ItaliaCome si nota quindi è lotta piena contro la pubblicità dei giochi, norma che se dovesse diventare effettiva colpirebbe in maniera netta i concessionari del gioco italiani, titolari di licenze pagate fior di quattrini e che perderebbero di valore non potendo più puntare su un punto saldo del commercio di qualsivoglia settore, ovvero la possibilita' di potersi pubblicizzare. Si farebbe ripiombare quindi il settore dei giochi nella vecchia ed obsoleta immagine di sottobosco dell'illegalità, facendo passare per criminali quanti lavorano seriamente ed onestamente in questo settore troppo spesso bistrattato, pagando, tra l'altro, non poco in misura di tasse.

Mancando la pubblicità, da tv, riviste e siti web, verrebbe a mancare un bacino d'utenza importante per il settore giochi. Non ci sarebbe piu' quel rinnovo di giocatori fondamentale per un settore in continua evoluzione e si perderebbero in pochi mesi moltissimi posti di lavoro senza contare l'effetto negativo per le casse dello stato Italiano. Resta confermato che piaghe come il gioco minorile e le ludopatie sono mali da combattere sempre e comunque e che non bisogna assolutamente allentare la morsa a riguardo. Ma ciò non vuol dire che per fare ciò venga abbattuto l'intero sistema danneggiando una larga fetta di italiani che lavorano o anche solo giocano per passione e divertimento e che non giocano perche' sono “malati” ma giocano solo qualche ora al giorno magari solo 5 euro per puro divertimento.

Per fare un esempio con il poker a cui noi facciamo ovviamente riferimento, sarà difficile vedere tutti quei bei tornei dai montepremi garantiti che quotidianamente le poker room offrono. Senza poter pubblicizzare un evento, saranno in pochi a sapere quando e dove questo si terrà, e di conseguenza a giocarlo. Calando il numero dei partecipanti, caleranno anche i soldi che le poker room potranno mettere a disposizione dei propri clienti e di conseguenza le entrate sottoforma di tasse che lo stato si garantisce ogni giorno dai giochi legali.

Si e' tanto combattuto in Italia contro il gioco illegale o non autorizzato e l'arma usata per convincere i piu' grandi operatori ad aprire siti di gioco .it fu proprio quella della possibilita' di potersi pubblicizzare liberamente in tv, sui giornali, sui siti web. I concessionari hanno fatto enormi investimenti in italia e creato in un momento di forte crisi economica nuovi posti di lavoro ed ora si trovano con le mani legate senza la possibilita' di promuovere i propri prodotti?

 

Senza la pubblicita' nessun settore puo' crescere, e visto che il 2012 e' stato un anno di forte descrescita per il comparto giochi, ci auguriamo che questa legge venga modificata e che ci si renda conto che sicuramente prevenire patologie legate al gioco e' assolutamente importante ed indispensabile, ma e' altresi' da valutare attentamente che il gioco e' ormai una pedina importante per le casse dello stato Italiano e una legge “proibitiva” puo' solo provocare grossi “danni”.

 

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