Blog bulgaro8: “E se un giorno mio figlio mi chiedesse di giocare a poker?”

Vi proponiamo le interessanti considerazioni, sul poker e i suoi cambiamenti, del PIWello bulgaro8. Sul Forum di PIW ogni utente può aprire il proprio blog personale, settimanalmente PIW darà voce ai protagonisti pubblicando un articolo.

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Dal blog di bulgaro8. Negli anni si è provato e forse ci si è anche riusciti, a sdoganare il poker da gioco d'azzardo a gioco d'abilità. Fin qui nulla da eccepire per quel che mi riguarda, il poker è un gioco d'abilità, la foruna ha una sua rilevanza nell'equazione ma quel che conta è che vi sia una parte di componente non aleatoria. Si è poi provato a sdoganare il poker in un altro modo.

L'idea rivoluzionaria di chi l'ha fatto diventare un fenomeno mondiale è stata quella di cambiargli i vestiti. Non era sufficiente dimostrare che il più bravo vince, era importantantissimo riuscire a raggiungere una massa di persone maggiore. Questo era possibile giocandolo solo nelle bische fumose di un'altra epoca che rispecchiavano i saloon del far west in cui entravi con la tua pelle e non sapevi se saresti riuscito a portarla a casa?

Quanti sarebbero stati disposti a partecipare ad un gioco d'abilità in locali del genere? Bisognava trovare una soluzione, trasmettiamolo in televisione, tutte facce sorridenti, persone che vincono o perdono migliaia di dollari col sorriso sulle labbra. Un nuovo miliardario a settimana e poi il colpo di fortuna, un giovanotto che si qualifica con un torneo di poker online, con pochi dollari, e vince il main event delle WSOP.

Neanche il miglior autore di un programma televisivo poteva immaginare una trama migliore. E' boom! Si passa in un attimo dalle poche migliaia di persone che giocavano a poker nel mondo a numeri neanche lontanamente immaginabili solo 15 anni fa. Il poker diventa parte della vita come giocare al superenalotto o al totocalcio. Posso dire tranquillimante(o quasi) a mia madre che vado a fare un torneo di poker senza essere additato come un tipo losco. Un successo su tutta la linea.

Chi non vorrebbe vincere un evento WSOP?Ecco però nascere i primi problemi. Come in ogni business che si rispetti sopraggiungono 2 categore, gli “avvoltoi” e gli “improvvisati“. La prima fa danni sapendo di farli, la seconda li fa senza rendersene conto. Io per quel che riguarda l'Italia ho avuto la fortuna/sfortuna di vivere il fenomeno poker dagli inizi. Faccio adesso un piccolo sunto di ciò di negativo che ho visto, tralascio volutamente i lati positivi che sono molti se non di più di quelli negativi, anche se purtroppo, come accade nelle maggior parte dei casi, sono quelli negativi che ti restan più impressi nella mente.

Alcune mi hanno intaccato personalmente, altre mi hanno solo colpito indirettamente. Ho visto persone che fino al giorno prima facevano il panettiere, l'idraulico, l'eletricista aprire circoli senza sapere le regole del gioco solo per guadagnare qualcosa sulla pelle dei giocatori. Ho visto persone investire tutti i lori soldi in locali chiusi dopo poco tempo per via di una legge che c'è/non c'è.

Ho visto Full Tilt chiudere perchè i proprietari si erano presi tutti i soldi e ho visti giocatori disperati perchè avevana migliaia di dollari bloccati sui conti online. Ho visto organizzare tornei con garantiti da capogiro annulare il garantito dopo non averlo raggiunto. Ho visto la nascita e la scomparsa di un numero imprecisato di federazioni. Ho partecipato a tornei a tappe, con sponsorizzazioni garantite di cui dopo la seconda tappa non si è saputo più nulla.

Ho viste tante altre cose ma tutte non posso ricordarmele. Ho visto il ritorno del far west, mancano i cavalli, i bicchierini di whiskey, le pistole (salvo alcuni casi). I vestiti sono cambiati ma forse così è peggio, almeno una volta sapevi cosa ti aspettava. La domanda che mi faccio spesso è: “Se un giorno mio filglio mi dicesse che vuole giocare a poker cosa gli risponderei?Ora come ora non saprei che dirgli… Alla prossima.

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