Poker online a torneo, anche a gennaio in Italia regna la stabilità

Arrivano segnali positivi dai dati relativi alla raccolta del poker online in versione torneo. Gli operatori italiani sembrano aver trovato una sorta di stabilità, cosa che non si può certo dire, invece, del cash game online.

Arrivano segnali positivi dai dati relativi alla raccolta del poker online in versione torneo. Gli operatori italiani sembrano aver trovato una sorta di stabilità, cosa che non si può certo dire, invece, del cash game online.

 

Il mese di gennaio ci ha portato in consegna una doppia conferma: il poker a torneo continua a marciare con una certa stabilità, mentre il cash game prosegue nel suo periodo di difficoltà. È questo il messaggio che ci arriva analizzando i dati relativi alle quote di mercato dei vari network per il primo mese del 2013, con PokerStars a farla da assoluto padrone con quasi la metà degli introiti.

In totale, la raccolta del poker online a torneo si è assestata sui 100,4 milioni di euro. Come detto, PokerStars rimane saldamente al comando anche in questo settore, con una raccolta di 46,9 milioni di euro. Si fa serrata, invece, la lotta per il secondo posto, tra Bwin/GiocoDigitale e Lottomatica, che hanno fatto segnare rispettivamente 10,8 e 10,7 milioni di euro. Pesante tonfo invece per Microgame, che passa dai circa 17 milioni di dicembre agli 8,5 di gennaio, che gli valgono il quarto posto.

Più staccata insegue Snai, i cui tornei di poker, sit and go e heads-up hanno prodotto una raccolta pari a 4,2 milioni di euro. Al sesto posto troviamo invece Sisal, che con 2,9 milioni di euro insegue Eurobet (1,7 milioni). Ecco il dettaglio del poker online a torneo in Italia:

  1. PokerStars 46,9 milioni
  2. Bwin/GiocoDigitale 10,8 milioni
  3. Lottomatica 10,7 milioni
  4. Microgame 8,5 milioni
  5. Snai 4,2 milioni
  6. Sisal 2,9 milioni
  7. Eurobet 1,7 milioni
  8. Cogetech 1,1 milioni
  9. Betclic 0,5 milioni
  10. Intralot 0,3 milioni
  11. Merkur-Win 0,1 milioni
  12. Altri 12,7 milioni


È difficile arrivare a capire come mai il cash game, che ad un certo punto sembrava aver messo in disparte la classica versione a torneo, sia andato incontro a un calo che ha quasi ribaltato le parti. Il tutto non può spiegarsi soltanto con il tipico boom da novità: più probabilmente molti giocatori si sono resi conto di non essere all'altezza di questa specialità, soprattutto a certi livelli, e sono tornati a dedicarsi ai tornei, dove possono gestire meglio le eventuali perdite attese.

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