Che il pezzo di Luigi Pelazza sulla 'bisca' di Olbia facesse acqua da tutte le parti, gli appassionati di poker lo avevano capito sin da subito. Ma che fosse realizzato addirittura col proposito di fare scandalo è davvero troppo.
Che il pezzo di Luigi Pelazza sulla 'bisca' di Olbia facesse acqua da tutte le parti, gli appassionati di poker lo avevano capito sin da subito. Ma che fosse realizzato addirittura col proposito di fare scandalo è davvero troppo.
Che il pezzo di Luigi Pelazza sulla 'bisca' di Olbia facesse acqua da tutte le parti, gli appassionati di poker lo avevano capito sin da subito. Ma che fosse realizzato addirittura col proposito di fare scandalo è davvero troppo.
Del servizio mandato in onda domenica 3 marzo dalle Iene abbiamo già parlato lunedì e non è il caso di ripetere quanto già espresso. Vale però la pena entrare nel dettaglio delle dichiarazioni rilasciate da Davide Nughes ad AgicosNews.it: il poker player, infatti, era presente nel circolo di Olbia proprio nell'occasione in cui venne girato il reportage curato, per modo di dire, da Luigi Pelazza.
Il primo fatto, perché di tale si tratta, già da solo basterebbe a far cadere il castello di carte su cui si poggia il presunto scoop delle Iene: il locale di Olbia è un club regolarmente denunciato alle autorità locali e come tale aperto a tutti i soci. Di per sè, dunque, non ha nulla a che vedere con una 'bisca', per il semplice motivo che una bisca, per natura, è un'attività clandestina e nascosta. Ecco spiegato anche il motivo dei vetri oscurati, come prevede la legge sulla privacy per i club.
Pelazza ha deliberatamente mentito anche sull'identità della sua talpa. Non si tratta di un giocatore professionista, ha dichiarato Nughes, né tantomeno di un player conosciuto. Altra bugia il fatto che nel club si giochi al Five Card Draw, il cosiddetto poker all'italiana: non è affatto vero. Se pensate che questo basti a rendere ridicolo il servizio di Pelazza, il meglio deve ancora venire.
Continuando col filone delle bugie, nel servizio si lascia intendere che i carabinieri intervengano volontariamente, con Pelazza che a un certo punto dice “evidentemente i carabinieri li stavano monitorando”. La realtà dei fatti è che è stato lo staff delle Iene a chiamarli. Per inciso, non c'è stato alcun sequestro di denaro: né 2.000 né tantomeno quei fantomatici 20.000 euro.
Dulcis in fundo, la pantomima che per entrare nel club bisogna passare dalla pizzeria, come se il locale avesse qualcosa da temere o da tenere nascosto. In realtà era sufficiente citofonare, cosa normalissima in qualsiasi tipo di club non solo della Sardegna, ma di tutta Italia. Come diceva il Trio Medusa, ex colleghi di Pelazza: questa è proprio una grande, gigantesca, strepitosa ca..ata.