I quattro casino’ italiani nel mirino della Dia per riciclaggio di denaro sporco?

Ennesima doccia fredda per l'amministrazione del casinò di Sanremo: la Dia (Direzione investigativa antimafia) ha scoperto che la sala da gioco è uno dei motivi che spinge la 'ndrangheta a penetrare nella provincia di Imperia. Sotto controllo anche le altre sale italiane.

Ennesima doccia fredda per l'amministrazione del casinò di Sanremo: la Dia (Direzione investigativa antimafia) ha scoperto che la sala da gioco è uno dei motivi che spinge la 'ndrangheta a penetrare nella provincia di Imperia. Sotto controllo anche le altre sale italiane.

 

Non c'è pace per i quattro casinò italiani: dopo la crisi economica, ora arriva la Direzione investigativa antimafia, che nella relazione di fine magistratura ha messo, nero su bianco, che la sala da gioco di Sanremo è una delle cause delle infiltrazioni della 'ndrangheta nella provincia di Imperia. Affermazioni da far tremar le vene ai polsi.

 

L'attenzione è focalizzata sul casinò di Sanremo, ma i controlli della Dia sono scattatati anche nelle altre sale italiane: quelle di Venezia, di Saint Vincent e di Campione d'Italia. Secondo quanto si legge sul sito de “ilsole24ore”, gli uomini della Dia stanno “acquisendo decine e decine di file e documentazioni per tracciare le presenze di numerosi pregiudicati legati a Cosa nostra e alla camorra ma in primis alle cosche calabresi di ‘ndrangheta, che in questi ultimi mesi hanno assiduamente frequentato le sale, magari spostandosi da un casinò all'altro”.

 

Casino' di SanremoOvviamente la Dia vuole sapere quali dei personaggi schedati hanno fatto ingresso nei casinò, quando, con chi si accompagnavano, quali conti deposito avessero, quanti soldi sono stati puntati o anche semplicemente cambiati. Il risultato delle indagini potrebbe portare notizie importantissime sul riciclaggio di denaro sporco, soprattutto nel casinò di Sanremo, dove la Dia sospetta che la 'ndrangheta abbia già riciclato milioni e milioni di euro.

 

Il quotidiano cita anche alcune delle parole del Procuratore della Repubblica di Sanremo, Roberto Cavallone: “rimane un grandissimo affare, e ciò ha suscitato il grandissimo interesse della criminalità organizzata; anche se il gioco rimane lecito, il problema è che spesso alcuni soggetti vogliono eliminare gli altri concorrenti ed avere il monopolio esclusivo del settore”. Ma i problemi non finiscono qua, infatti il procuratore afferma che attorno al casinò ruotano delle persone (il procuratore le chiama “pescecani”) pronte a sfruttare i momenti di difficoltà di chi non riesce a resistere al richiamo del gioco. In pratica il procuratore sottolinea che oltre al reato di riciclaggio, esiste anche quello di usura.

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