Poker live: nei circoli (non autorizzati) giocano due milioni di italiani

Circa 600 sale da poker sparse per tutto il territorio, per un giro d'affari di 250 milioni di euro l'anno, ancora oggi accolgono un paio di milioni di appassionati, nonostante tecnicamente il gioco sia proibito. E lo Stato che fa?

Circa 600 sale da poker sparse per tutto il territorio, per un giro d'affari di 250 milioni di euro l'anno, ancora oggi accolgono un paio di milioni di appassionati, nonostante tecnicamente il gioco sia proibito. E lo Stato che fa?

 

Una cosa è speculare sui dati, un'altra è avere a disposizione numeri che danno un'idea concreta del fenomeno. La domanda che spesso ci si pone, e che altrettanto spesso non ha risposta (o comunque si fa fatica a quantificare), è: qual è la dimensione del poker live al di fuori dei casinò? In quanti ci giocano, in quante sale, e qual è il volume d'affari di un gioco d'abilità come il Texas Hold'em, che lo Stato si ostina a ritenere illegale?

Analizzando le stime di alcune associazioni di settore, si arriva ad alcuni numeri piuttosto significativi. Parliamo infatti di 2 milioni di giocatori, sparsi un po' in tutta Italia, ma concentrati in particolare in Puglia, Lombardia, Lazio (con Roma la città più 'giocosa' di tutte) e Campania. Circa 600 i circoli dove si gioca a Texas Hold'em in modalità torneo, un quarto dei quali lo fa alla luce del sole, con profili sui social network che pubblicizzano gli eventi.Roberto Maroni bloccò il poker live nel 2009

Numeri utili anche a quantificare il volume d'affari, che secondo le stime arriverebbe a più di 20 milioni di euro al mese, circa 250 l'anno. Un mercato che potrebbe moltiplicarsi a dismisura, se invece di essere considerato illegale, fosse effettivamente legalizzato (come aspettiamo ormai da quasi quattro anni). Già con 1.000 concessioni ci sarebbe un aumento prettamente numerico, ma se ci aggiungiamo il fatto che molti amanti del poker non giocano per timore di incappare in guai con la legge…

D'altro canto, prima che una circolare dell'ex ministro Roberto Maroni desse un taglio netto al numero dei circoli d'Italia, il numero delle sale si aggirava attorno alle 2.000 unità: più del triplo di adesso, insomma. Immaginiamo cosa potrebbe voler dire, per le casse dello Stato, attuare finalmente un regolamento che permetterebbe al Tesoro di intascare, senza troppa fatica, svariati milioni di euro.

Se una parte consistente della politica continua a fare orecchie da mercante, probabilmente preoccupata dai giudizi dell'opinione pubblica (spesso male informata, come non ci stanchiamo mai di ripetere), fortunatamente c'è anche chi la vede in maniera più oggettiva. Come il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, che recentemente ha dichiarato come una regolamentazione del poker live potrebbe portare alla luca un'intensa attività oggi considerata illegale, sottoponendola al controllo statale. Speriamo che qualcuno gli dia ascolto, finalmente.

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