Poker live: ancora guai per il circolo Villa Club nel pordenonese

Non c'è pace per il poker live italiano e in particolare per un circolo del pordenonese, il Villa Club di Villotta di Chions. Questo locale è stato chiuso per la seconda volta e come al solito i particolari della vicenda sono ben confusi…

Non c'è pace per il poker live italiano e in particolare per un circolo del pordenonese, il Villa Club di Villotta di Chions. Questo locale è stato chiuso per la seconda volta e come al solito i particolari della vicenda sono ben confusi…

 

Vi avevamo parlato un mese fa di alcuni guai passati da un circolo di poker live in provincia di Pordenone, il Villa Club localizzato per la precisione a Villotta di Chions. Pare che le disavventure non siano finite per questo locale… Complice la vicinanza a vari casinò, in questa zona del nord-est non sono tanti i circoli a disposizione degli appassionati e per questo una notizia del genere non può far piacere ai pokeristi del luogo.

 

Il quotidiano locale, il Messaggero Veneto, riporta qualche dettaglio della vicenda anche se la situazione non è per nulla chiara. Ecco cosa dice l'articolo relativo: “E’ stata nuovamente sequestrata la sala poker del Villa club di Villotta di Chions. Su richiesta del pubblico ministero Annita Sorti, il giudice per le indagini preliminari ha dato il via libera al sequestro preventivo della sala con i tavoli da poker, eseguito giovedì. Prosegue, dunque, il duello legale tra accusa e difesa, dopo che la guardia di finanza aveva scoperto, a metà aprile, la sala per il gioco del poker con vincite in denaro.

 

Dietro l’apparente facciata di un’associazione sportiva volta alla promozione del poker sportivo, secondo la guardia di finanza si celava un’attività di gioco d’azzardo con vincite in denaro, tavoli affidati a croupier, tavolo libero e tavolo cash.
I vertici del sodalizio erano stati denunciati per esercizio di gioco d’azzardo aggravato e inosservanza di provvedimenti di autorità; segnalati alla procura anche otto croupier, residenti tra Veneto, Friuli e due donne slovene, con situazione lavorativa irregolare.
 
L’indagine era nata dalla segnalazione di «qualche giocatore insoddisfatto». Il blitz era scattato nel capannone di viale Cadore, nella zona industriale di Villotta, dove erano in corso numerose giocate. Il Riesame aveva già dissequestrato la sala giochi, i pc e i documenti prelevati, ovvero tutto tranne il denaro. Due giorni dopo, però, la procura aveva emesso un nuovo decreto di sequestro dei computer, disponendo anche una perizia. La stessa pubblica accusa aveva chiesto al gip il sequestro preventivo dei locali: il via libera è arrivato giovedì, con l’esecuzione del provvedimento. Nel frattempo è proseguita l’attività istruttoria e sono stati sentiti diversi testimoni.”

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