Ad affermarlo è stato Francesco Rodano, dirigente responsabile dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante il World Gaming Executive Summit di Barcellona. Il percorso da compiere, tuttavia, è ancora piuttosto lungo e complesso.
Ad affermarlo è stato Francesco Rodano, dirigente responsabile dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante il World Gaming Executive Summit di Barcellona. Il percorso da compiere, tuttavia, è ancora piuttosto lungo e complesso.
Ad affermarlo è stato Francesco Rodano, dirigente responsabile dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, durante il World Gaming Executive Summit di Barcellona. Il percorso da compiere, tuttavia, è ancora piuttosto lungo e complesso.
Un paio di giorni fa abbiamo parlato dell'ennesimo calo della raccolta e della spesa nel poker online, un calo che non ha risparmiato né la classica versione a torneo né la più recente versione cash game. Ma se il mercato italiano non sorride, altrove si ritrovano addirittura in lacrime. Come ad esempio in Spagna, dove gli operatori fanno a gara a chi scappa prima, o come abbiamo visto ieri anche in Francia.
Il World Gaming Executive Summit di Barcellona, dove si sono riuniti anche duecento delegati e rappresentanti del mercato del gioco online, è stata proprio l'occasione per parlare, tra le altre cose, anche della sempre più paventata ipotesi di aprire i mercati nazionali e di creare dunque una liquidità internazionale che possa dare respiro più ampio al settore.
Lo ha dichiarato lo stesso Francesco Rodano, direttore dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (l'ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, per intenderci), che ha posto come obiettivo proprio quello di attraversare i confini imposti dal sistema di licenze, che come regola il nostro paese così fa anche in Spagna e Francia.
Un processo che tuttavia, per quanto auspicabile da tutte le legislazioni, si preannuncia ancora particolarmente lungo e complesso da portare a termine. Rodano ha fatto notare come “nei confini nazionali i protocolli adottati funzinano bene, il problema si pone oltre i confini nazionali”. Occorre dunque omogeneizzare le norme dei vari paesi, prima di pensare a una liquidità condivisa.